Episodio 1: Il reperto nel fango

Cosa può legare il grigio asfalto di un marciapiede moderno alla luce abbagliante dei pomeriggi in bianco e nero davanti a Carosello? Come può un rettangolo di carta spiegazzato, scampato per miracolo alla pioggia e al compattatore dei rifiuti, raccontare l'illusione di un’Italia che si credeva finalmente pulita, ricca e profumata?Oggi siamo abituati a considerare... Continua a leggere →

“Le origini del male” di You-Jeong Jeong

Ciao a tutti, sono Elena e oggi vi parlo della mia ultima lettura, "Le origini del male" di You-Jeong Jeong. "Le origini del male" di You-Jeong Jeong per me è stato questo: un noir psicologico inquietante, magnetico e impossibile da abbandonare.È il primo romanzo che leggo di questa autrice coreana, ormai considerata da molti la... Continua a leggere →

Riflessioni su soldi, povertà e letture

La prima volta che ho letto la frase attribuita a Totò – “l’unica cosa che ho imparato dalla povertà è che non la consiglio” – mi è sembrata una battuta perfetta. Poi ho capito che era qualcosa di più serio di molte analisi economiche. Totò non stava facendo filosofia, ma stava parlando di esperienza concreta.... Continua a leggere →

“Violeta” di Isabelle Allende

Ciao a tutti, sono Laura e oggi recensisco "Violeta", arrivato per caso tra le mie mani, all'interno di un set di Vinted (uno di quei meccanismi infernali per cui acquisti di più pensando di risparmiare e invece finisce al contrario). Tornare a una scrittrice che conosco già è servito a riportarmi dentro al tipo di... Continua a leggere →

Il fenomeno Shantaram vent’anni dopo

A due decenni dalla sua prima apparizione nelle librerie, "Shantaram" di Gregory David Roberts non è più soltanto un caso editoriale da milioni di copie, ma si è stratificato nella coscienza collettiva come un manuale di geografia dell'anima. La sua forza intergenerazionale è un fenomeno sociologico che merita attenzione: mentre la Generazione Z ne riscopre... Continua a leggere →

Riflessioni sul nome “Shantaram”

Nel complesso ecosistema semiotico di Shantaram, il nome trascende la funzione di etichetta burocratica per assurgere a strumento di trasformazione ontologica. Per il protagonista — un "filosofo che ha smarrito l'integrità nel crimine" e un fuggitivo evaso da un carcere di massima sicurezza — l'atto di rinominarsi non è un mero espediente tattico, bensì un... Continua a leggere →

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