Ciao a tutti, sono Elena e oggi vi parlo della mia ultima lettura, “Le origini del male” di You-Jeong Jeong.
“Le origini del male” di You-Jeong Jeong per me è stato questo: un noir psicologico inquietante, magnetico e impossibile da abbandonare.
È il primo romanzo che leggo di questa autrice coreana, ormai considerata da molti la regina del thriller coreano, e dopo questa lettura voglio assolutamente scoprire quali altri suoi libri siano stati tradotti in italiano.

Ho acquistato questo romanzo quasi per caso, grazie a una promozione della Feltrinelli: dovevo prendere due libri per ottenere uno sconto. Ma a convincermi davvero è stata la copertina. Quel nuotatore immerso in una piscina di sangue attraversata da tentacoli neri aveva qualcosa di disturbante e ipnotico. E dopo aver letto il libro posso dire che rappresenta perfettamente l’atmosfera della storia.
Il protagonista, Yu-jin, è un ex campione di nuoto. Una mattina si sveglia nel suo letto completamente coperto di sangue e, senza ricordare nulla della notte precedente, trova il cadavere della madre in un’altra stanza. Da quel momento inizia un viaggio soffocante nella sua mente: Yu-jin cerca disperatamente di ricostruire cosa sia accaduto, mentre il sospetto più terribile prende forma dentro di lui.
La cosa più angosciante è che il lettore si ritrova intrappolato nei suoi pensieri. Yu-jin racconta la storia in prima persona e, pagina dopo pagina, emergono i suoi problemi psichici, il rapporto malato con la madre, il controllo opprimente esercitato anche dalla zia psicologa e il crollo della sua promettente carriera sportiva.
Non voglio rivelare troppo, anche perché gran parte del fascino del romanzo sta proprio nello scoprire lentamente chi sia davvero questo personaggio e quali siano, appunto, “le origini del male” dentro di lui. Fin dalle prime pagine si percepisce che qualcosa non va, quindi non credo di fare spoiler dicendo che Yu-jin è profondamente disturbato. Il vero punto del libro non è capire *se* sia malato, ma entrare nella sua mente e osservare come interpreta il mondo, perché prova così poca empatia e quali meccanismi lo portino lentamente fuori controllo.
La suspense è costruita in modo magistrale. Ogni capitolo aggiunge un dettaglio, un dubbio, una crepa nella verità. E più si va avanti, più diventa impossibile smettere di leggere. È uno di quei thriller psicologici che tengono il lettore in tensione costante fino all’ultima pagina.
Inoltre, pur essendo molto intenso, il romanzo è anche piuttosto breve e scorrevole. Io ho impiegato più tempo a finirlo solo perché ultimamente ho pochi momenti da dedicare alla lettura, ma chi riesce a ritagliarsi qualche ora libera probabilmente lo divorerà in pochissimo tempo.
Consiglio questo libro a chi ama i noir psicologici, le storie oscure raccontate dal punto di vista del protagonista e i romanzi che scavano nella parte più inquietante della mente umana. “Le origini del male” non è soltanto un thriller: è un’immersione disturbante nella psicologia di un personaggio impossibile da dimenticare.
Elena
Sembra molto interessante… Lo metto nella lista, grazie!
Grazie a te del commento!