Ciao a tutti, sono Elena.
Noi lettori di thriller vogliamo essere sorpresi, ingannati e spiazzati. Cerchiamo indizi ovunque, sospettiamo del vicino, della migliore amica, del marito e soprattutto di quel personaggio che sembra troppo perfetto per essere vero.
E poi sfidiamo l’autore.

Cerchiamo di capire chi è il colpevole prima dell’ultima pagina. Se indoviniamo diciamo: «Era ovvio!». Se non indoviniamo: «Ma non potevo arrivarci!». 😂
Ma forse il bello è proprio questo: il thriller ci permette di entrare volontariamente nel caos, di avere paura, di dubitare di tutto e di tutti… sapendo che, prima o poi, i pezzi del puzzle si ricomporranno.
E voi? Cercate di indovinare il colpevole o preferite lasciarvi ingannare dall’autore? 🔍📚
Elena
Claro que siiiiiiiiiiiiii 😉
Questo è il thriller più bello che abbia mai letto: https://wwayne.wordpress.com/2024/05/18/io-e-tommaso/
Lo ricordo.
E Tommaso poi?
Ha patteggiato e ha evitato la galera. Tutto è bene quel che finisce bene. Grazie per la risposta! 🙂
Tutto bene a parte quindi la colpevolezza veramente …
Per me il fatto che fosse colpevole (perché un patteggiamento è praticamente un’ammissione di colpevolezza) è stato più una sorpresa che una delusione. Mi sembrava il classico oste sempliciotto che si intende e si interessa solo di cucina, e che non ha neanche la più pallida idea di cosa sia un appalto. Figuriamoci se lo ritenevo il tipo da arrivare a creare un sistema studiato apposta per pilotarli. Evidentemente non era affatto un sempliciotto, e purtroppo ha sfruttato male la sua intelligenza.
Mi dispiace davvero
Ti ringrazio, ma io in realtà sono contento per lui: per come si era messa la situazione, il rischio che i suoi figli crescessero senza padre era diventato molto concreto. Bisogna sempre guardare il bicchiere mezzo pieno. 🙂
Ingannarmi. Perdermi e aspettare fino alla fine.
Devo ancora approcciarmi a questo genere, ma probabilmente tirerei a indovinare