“L’inquilina” di Freida McFadden

Ciao a tutti, sono Elena e vi parlerò dell’ultimo libro che ho letto. Si tratta di “L’inquilina” di Freida McFadden.

Ho scoperto Freida McFadden grazie ai social. Da quando è uscito “L’inquilina” se n’è parlato ovunque e la curiosità era tanta. Poi, per una fortunata coincidenza, l’ho trovato praticamente appena letto e rivenduto al mercatino dell’usato e l’ho pagato circa la metà del prezzo di copertina: impossibile lasciarlo lì!

Nel frattempo ho visto su Prime Video il film “Una di famiglia” e ho scoperto che è tratto da un romanzo della stessa autrice. Il film mi è piaciuto molto, così ho acquistato subito anche il libro. Inoltre ho già in libreria “Non mentire”, che viene consigliato praticamente da tutti come uno dei suoi migliori thriller, e ho già adocchiato altri suoi titoli.



Dopo aver letto “L’inquilina”, posso dire che Freida McFadden mi ha conquistata e leggerò con piacere anche gli altri suoi romanzi.

La protagonista… anzi, in questo caso il protagonista, è Blake. La sua vita sembra perfetta: ha appena ottenuto una promozione sul lavoro, ha comprato insieme alla compagna Krista la casa dei loro sogni e tutto sembra andare per il verso giusto. Ma, all’improvviso, viene licenziato con l’accusa di aver venduto segreti aziendali, un’accusa che lui respinge completamente. Senza uno stipendio e con un mutuo importante da pagare, Blake e Krista prendono una decisione difficile: affittare una stanza della loro nuova casa.

È così che entra in scena Whitney, la nuova inquilina.

Da quel momento iniziano ad accadere episodi sempre più strani, sia all’interno della casa che nel vicinato. C’è perfino uno sgradevole odore di decomposizione che sembra non avere alcuna spiegazione, nonostante le continue pulizie. Chi mente? Di chi ci si può fidare? E soprattutto… chi è lo psicopatico di turno? La risposta, naturalmente, arriverà solo leggendo.

Quello che ho apprezzato maggiormente è lo stile di Freida McFadden. La scrittura è estremamente scorrevole: si divorano pagine senza quasi accorgersene e la curiosità spinge continuamente ad andare avanti. Per me è un grande pregio, perché difficilmente perdo la concentrazione durante la lettura.

Un altro aspetto che ho trovato davvero divertente è il continuo gioco con il lettore. Mentre si legge si formulano inevitabilmente delle teorie, convinti di aver capito tutto… salvo poi essere smentiti. E quando si pensa finalmente di aver trovato la soluzione, arriva un altro colpo di scena che ribalta nuovamente le carte in tavola. È proprio questo tipo di thriller che adoro.

Qualcuno potrebbe trovare alcune coincidenze un po’ troppo costruite o poco realistiche, ma personalmente non mi hanno dato fastidio. Anzi, contribuiscono a mantenere alta la tensione e rendono la lettura ancora più coinvolgente.

Per quanto riguarda lo stile, mi ha ricordato in parte quello di Jeneva Rose. Entrambe, pubblicate da Newton Compton, hanno una scrittura molto scorrevole e riescono a tenere il lettore incollato alle pagine. Le loro trame, però, si sviluppano in modo diverso e ciascuna mantiene una propria identità. Se avete apprezzato Jeneva Rose, secondo me dovreste dare una possibilità anche a Freida McFadden, e viceversa.

In conclusione, “L’inquilina” è stata una lettura davvero piacevole. È uno di quei thriller che si leggono velocemente, che incuriosiscono fin dalle prime pagine e che riescono a sorprendere fino alla fine. Da parte mia è assolutamente promosso e non vedo l’ora di continuare a scoprire gli altri romanzi di Freida McFadden.
Elena

2 pensieri riguardo ““L’inquilina” di Freida McFadden”

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  1. È un buon consiglio: una lettura piacevole e veloce per questi ultimi giorni di ferie. Grazie Elena, buona giornata.

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