Ciao a tutti, sono Elena!
Da quando ho iniziato a parlare apertamente della mia passione per la lettura, c’è una frase che sento ripetere spesso: “Beata te che leggi tanto! Anche io vorrei leggere, ma non ci riesco. Inizio un libro, vado avanti due pagine, poi mi distraggo e lascio perdere.”
A volte aggiungono: “Quando lo riprendo, non ricordo più nulla.”
La verità? Non credo affatto che queste persone non siano “portate” per la lettura. Piuttosto, credo che stiano semplicemente scegliendo il libro sbagliato.
Il falso mito del “non sono un lettore”
Anch’io, anni fa, iniziavo libri che non mi prendevano e abbandonavo il segnalibro sempre nelle prime venti pagine. Quando, dopo settimane, provavo a riprendere la lettura, mi accorgevo di non ricordare quasi nulla.
Questo non accadeva perché la lettura non facesse per me, ma perché non avevo trovato il genere adatto.
Chi si avvicina ai libri per la prima volta spesso pensa che “un libro è un libro”, che tutti si leggano allo stesso modo. Ma non è così: ogni storia ha un ritmo diverso, ogni autore usa un tono personale, ogni genere offre esperienze completamente differenti.
Questione di generi… e di autori
Prendiamo il thriller, per esempio. Dire “non mi piacciono i thriller” è troppo generico. Esistono thriller psicologici, d’azione, investigativi, splatter, introspettivi…
Magari un autore ti annoia perché il suo stile non ti coinvolge, ma un altro riesce a tenerti sveglio fino alle due di notte. Magari un argomento non ti interessa, mentre un altro ti cattura all’istante.
Succede identico nel mondo dei romanzi rosa:
ci sono le storie più leggere, zuccherate, che regalano una bolla di serenità;
e poi ci sono quelle che mescolano sentimenti, misteri, crescita personale, colpi di scena.
Non è il genere a fare la differenza, ma il modo in cui una storia è costruita e raccontata.
Il vero problema: non trovare il proprio libro
Quando qualcuno mi dice che non riesce a leggere, io penso sempre che non abbia ancora incontrato la storia giusta.
È come quando cerchiamo una serie TV che ci appassioni o un film che ci commuova: non tutti ci piacciono, ma questo non significa che “non siamo adatti a guardare film”.
La lettura è uguale: serve curiosità, pazienza e soprattutto la libertà di provare.
Le distrazioni ci giocano contro
A tutto questo si aggiunge un altro ostacolo: viviamo immersi nella distrazione.
Anche chi ama leggere, come me, si ritrova spesso catturato dal telefono, dai social, dalla televisione. Leggere richiede concentrazione, e oggi la concentrazione è un lusso.
A volte, quindi, più che mancanza di passione, è semplice pigrizia mentale: rimandiamo, ci diciamo che “non è il momento”, che siamo stanchi. Poi passano le settimane e la voglia svanisce.
Trovare il tempo (e la voglia) si può
Credo però che chiunque possa scoprire il piacere della lettura, se sceglie la storia giusta per sé.
Per questo vale la pena:
provare generi diversi;
dare una chance a più autori;
finire almeno un paio di libri prima di giudicare un genere;
scegliere momenti della giornata in cui si è più tranquilli;
ridurre un po’ le distrazioni digitali.
Non tutti i libri sono per tutti, ma da qualche parte c’è sempre quel romanzo capace di tenerci incollati alle pagine.
In conclusione
Non bisogna sentirsi “non lettori”.
Bisogna solo essere curiosi abbastanza da esplorare, finché non si trova il libro che ci prende per mano e ci porta dentro un mondo nuovo.
E quando succede… non si torna più indietro.
Elena
Molto vero. Aggiungo che, spesso, ci si lascia condizionare dalla pubblicità, dalle classifiche dei libri più venduti, mentre invece sarebbe meglio esplorare secondo la propria sensibilità: leggere la quarta di copertina aiuta molto, ma anche aprire un libro a caso e leggerne qualche paragrafo contribuisce a immergerci nello stile (oltre che nei contenuti) dell’autore/autrice e a percepire se fa per noi. Non sempre ci si prende, ma quant’è bello provarci!
Tutto vero! Grazie per aver aggiunto questi particolari che completano perfettamente l’argomento!
Concordiamo in pieno!
Bella riflessione. Io, se dovessi seguire i termini che sento nel BookTok, dovrei definirmi “Mood reader”, e non dico che non sia vero, ma mi sembra anche riduttivo. Io se mi fisso su un libro sono capace di finirlo in un attimo anche se ha più di 200/300 pagine, invece mi “forzo” a iniziare altri libri. E di conseguenza si accumulano. Poi vado a periodi e ormai tendo a preferire la lettura in digitale o gli audiolibri
La lettura deve essere uno stimolo. A volte si può provare una novità, ma assecondarsi è una gioia
Concordo
Non tutti amano la lettura, questo è un fatto, e oggi è più difficile amarla perché ci sono tanti altri tipi di intrattenimento più immediati e facili. Se una persona non ama leggere non deve sentirsi in colpa; è vero che per molti un bel giorno arriva il “libro giusto”, ma non sempre succede…
Io ci spero sempre, ma è anche vero che i gusti sono gusti e non a tutti la lettura piace come passatempo…😉