“Il segreto del lago” di Keigo Higashino

Ciao, sono Laura e oggi vi parlo de “Il segreto del lago” di Keigo Higashino, romanzo del 2003 pubblicato in Giappone con il titolo “Reikusaido”, che significa “sulle sponde del lago”. La traduzione italiana ha scelto una sfumatura diversa, mentre quella inglese, “Lakeside”, resta più fedele all’originale.

Anche qui, come spesso accade nelle sue opere, Higashino inserisce note e precisazioni sul contesto giapponese: in questo caso il sistema scolastico. La scuola pubblica conferisce un titolo poco spendibile sul mercato del lavoro, così la vera competizione è per entrare negli istituti privati migliori. Da qui derivano forti pressioni sui ragazzi, costretti già in età giovanissima a inseguire un futuro costruito più dalle aspettative familiari che dalle proprie inclinazioni.



Lo stile dell’autore è ricco di particolari, al punto da rischiare di appesantire la narrazione, ma personalmente non l’ho trovato un difetto. Anzi, quei dettagli danno profondità e rendono il quadro sociale e psicologico ancora più vivido.

Al centro della vicenda c’è una domanda seria: «… mi chiedo se sia davvero un bene per un ragazzo che i genitori scelgano arbitrariamente la sua strada» e la risposta, altrettanto spiazzante: «sei davvero convinto che dei ragazzi di undici, dodici anni siano in grado di pensare al proprio futuro? A nessun ragazzino piace studiare. Se lasciassi fare a loro, sceglierebbero la strada più facile, e naturale». Dentro queste battute si concentra tutta la tensione del romanzo, dove i genitori diventano al tempo stesso protettori e carcerieri.

Il vero nodo narrativo è perché un gruppo di adulti, non legati tra loro, decida di nascondere un omicidio. La risposta è amara: se la verità emergesse, i figli finirebbero in pasto ai giornalisti e non avrebbero più futuro. Qui il crimine diventa specchio di un dramma collettivo: non è solo un individuo a macchiarsi di colpa, ma un intero sistema sociale.

Mi è parso che il vero dramma in questa storia sia il sistema di vita non tanto l’omicidio.

Non manca uno sguardo critico anche sulle dinamiche familiari. Higashino osserva con disincanto: «Gli uomini sono proprio strani: loro intrattengono apertamente relazioni extraconiugali, ma se avvertono un segnale che la moglie fa lo stesso, vanno su tutte le furie». Qui affiora un retaggio patriarcale che mette in luce contraddizioni ancora molto attuali.

“Il segreto del lago” non è solo un giallo: è un romanzo che mette a nudo la pressione sociale, le ipocrisie familiari e la fragilità dei legami, mostrando come spesso le colpe individuali siano solo la punta di un iceberg più grande, fatto di regole non scritte, compromessi e silenzi.

E voi, cosa pensate della società giapponese? È bella e pulita come appare a noi occidentali, o nasconde qualcosa di insano?

Laura

5 pensieri riguardo ““Il segreto del lago” di Keigo Higashino

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  1. Beh pensa che uno dei luoghi più oscuri del Giappone è la foresta di Aokigahara. Non voglio spiegare oltre, lascio a te la ricerca. Un luogo che la dice lunga sulla pressione che i giovani giapponesi subiscono da sempre e di quanto sia deleteria…

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