Ciao, sono Laura e oggi vi parlo de “La colpa” di Keigo Higashino, pubblicato in Giappone nel 2003 con il titolo “Tegami”, che significa lettera o documento manoscritto, e tradotto in italiano nel 2006.
Ho letto questo romanzo durante il mio viaggio in Cappadocia e mi ha colpita per il modo in cui segna una svolta nello stile dell’autore. Higashino, infatti, qui inaugura quella che potremmo definire la sua “nuova produzione”: non solo gialli classici, ma storie che intrecciano al mistero la dimensione psicologica e sociale. Lui stesso ha dichiarato di voler sorprendere i lettori con le sue idee e, in effetti, ne “La colpa” non c’è un’indagine da seguire, bensì un’interrogazione continua sul peso delle responsabilità e sull’ingiustizia delle convenzioni.

Al centro del romanzo c’è una critica forte alla società giapponese. Colpisce il contrasto fra la donna che non smette di restare accanto al protagonista e il collega, l’unico personaggio realmente positivo, un vero amico – figura rara tanto nella vita quanto nella letteratura di Higashino. A fare da sfondo ci sono usi e costumi che emergono anche attraverso i termini giapponesi lasciati in originale e spiegati in glossario: i “nengajō”, biglietti augurali di capodanno, e le “purikura”, foto istantanee fatte alle macchinette, piccoli dettagli che aggiungono realismo e umanità.
Sul piano più ampio, il romanzo si interroga su un nodo critico: alla fine, di chi è la colpa? Del singolo responsabile o della società che lo condanna senza possibilità di riscatto? Higashino ci ricorda anche la presenza della pena di morte in Giappone e il fatto che la maggioranza della popolazione la sostenga, rendendo la riflessione ancora più dura e attuale.
Il finale offre una catarsi spirituale: una presa di coscienza che arriva tardi, ma che illumina l’intera vicenda. L’atto compiuto dal fratello maggiore per salvare quello minore si rivela il gesto che, paradossalmente, li condanna entrambi agli occhi della società. Qui il discorso si allarga alla giustizia stessa: la pena non è soltanto per il delitto, ma anche per il sopruso che ricade, inevitabilmente, sul più fragile.
“La colpa” è dunque un romanzo che mette in discussione la rigidità di un sistema, la responsabilità collettiva e il peso insostenibile delle etichette sociali. Higashino trasforma il giallo in un atto di denuncia, lasciando al lettore il compito di chiedersi se la vera colpa stia davvero negli individui o in chi li giudica.
Un tema intricato, divisivo e sempre attuale.
Laura
Non ho mai letto un libro di questo scrittore, ma quando ne parli ne escono sempre fuori dei post meravigliosi.
Mi ha stregato con “Sotto il sole di mezzanotte”, il romanzo con cui l’ho scoperto
Bello