“Assassinio allo specchio” di Agatha Christie

Ciao a tutti, sono Laura e oggi parlo un po’ della regina del cozy crime.

Ho scelto questo, tra quelli in libreria, senza nessun criterio. Ho capito che con Miss Marple vado sul sicuro: una tranquilla vecchietta alle prese con delitti efferati ma personaggi umani. Mi piace proprio tanto il risvolto psicologico dietro ai casi proposti. “Assassinio allo specchio”di Agatha Christie, romanzo del 1962 che in inglese porta il titolo “The Mirror Crack’d Side to Side” è stato quello che cercavo: una lettura distensiva, dopo opere in po’ impegnative.



Miss Marple parte all’azione sentendosi una piccola Cristoforo Colombo che esplora il nuovo quartiere del suo paesello, con la sua curiosità discreta e a volte invadente. Cambiano le epoche, cambiano le mode, ma il modo in cui gli anziani osservano i giovani resta invariato: i bambini, dice, fanno sempre quello che è loro proibito, mentre i giovani seguono le mode e la novità ed è proprio in questo atteggiamento progressista che Miss Marple coglie i segni della “depravazione”. Con un sorriso ironico, l’autrice sottolinea come la dinamica tra vecchio e nuovo sia destinata a ripetersi senza fine.

Il romanzo è abitato da personaggi fragili, spesso sospesi tra equilibrio e sbandamento. C’è una precarietà psicologica che attraversa l’intera storia: attori, registi, membri dell’entourage, tutti immersi in un mondo dove ansiolitici e antidepressivi diventano compagni abituali di vita. È come se la Christie volesse mostrare la sottile linea che separa il controllo dallo smarrimento e come in quella zona d’ombra possano nascere tragedie.

Una coincidenza curiosa: leggendo ho notato subito il rilievo dato a un’infanzia segnata da traumi. Non è un dettaglio casuale: proprio lì si annidano i primi sospetti, perché l’autricr sa che le ferite psicologiche, se ignorate, possono diventare il cuore di un mistero. A ciò si aggiunge il tema della maternità, trattato in chiave intima e dolorosa: il desiderio e l’attesa si trasformano in delusione, in profondo sconforto e da questa frattura emotiva prende forma l’innesco del delitto.

Tra le frasi che restano impresse, una in particolare sembra sintetizzare l’intero romanzo: «A tutti accade qualcosa. È la vita. Bisogna prenderla come viene. Alcuni di noi ci riescono, altri no». Una verità semplice e insieme crudele, che racchiude il destino dei personaggi e, in fondo, anche il nostro.

Interessante anche il riferimento a un’opera d’arte: La “Madonna col Bambino” di Jacopo Bellini, con le due figure rappresentate con espressioni serene (in netto contrasto con il turbamento mentale della maggior parte dei personaggi). Il detective descrive tale rappresentazione come «la più bella che abbia mai visto». Quel dettaglio di luce e innocenza contrasta con la cupezza del racconto, quasi a ricordare che la bellezza può esistere anche accanto all’oscurità.

Madonna col bambino di Jacopo Bellini



Un altro tratto caratteriale su cui Agatha Christie riporta spesso l’attenzione: il raccontarsi in modo inconsapevole, senza pensare a quale effetto le proprie parole possano avere sugli altri (spesso mettendosi a rischio).

“Assassinio allo specchio” non è solo un giallo ben congegnato: è un viaggio tra fragilità, illusioni, segreti e specchi che rimandano immagini incrinate. Ed è proprio lì, in quella crepa, che Agatha Christie ci invita a guardare.

Laura

PS il titolo originale rimanda direttamente a un’opera (molto popolare) che viene spesso citata nel romanzo. Viene fatto un paragone tra l’espressione sul volto dell’attrice e quella della protagonista dell’opera quando lo specchio si ruppe.

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