“La donna in nero” di Susan Hill

Buongiorno a tutti, sono Laura e oggi vi porto un po’ di brividi…
C’è qualcosa di magico nel trovare un libro quasi per caso, non trovate? È successo proprio così con “La donna in nero” di Susan Hill. Ero alla ricerca di un breve horror che mi tenesse compagnia nelle calde serate estive e, navigando online, mi sono imbattuta in questa copertina: nera, con disegni stilizzati a contrasto, un vero gioiellino che ha subito catturato la mia attenzione. Ho scovato una copia usata e devo dire che la scelta si è rivelata azzeccatissima!



*Allerta Spoiler!*

Susan Hill ci porta in un’Inghilterra nebbiosa e remota, dove l’avvocato Arthur Kipps viene incaricato di occuparsi delle faccende di una defunta cliente. Quello che dovrebbe essere un semplice compito professionale si trasforma presto in un’esperienza agghiacciante, quando Kipps si trova a confrontarsi con la sinistra presenza de “La donna in nero” e la malevolenza che sembra perseguitare i malcapitati che incrociano il suo cammino.

Ciò che mi ha colpito fin da subito è l’atmosfera: l’autrice crea con maestria un senso di inquietudine palpabile, quasi fosse un personaggio a sé stante. Le descrizioni sono vivide e il lettore si ritrova immerso in un paesaggio desolato e in un’antica magione isolata, dove ogni scricchiolio e ogni ombra sembrano nascondere un segreto terrificante. Il ritmo è veloce, le pagine scorrono via che è un piacere. Lo stile è descrittivo ma resta fluido e coinvolgente. Nonostante nessun personaggio mi abbia particolarmente colpito, una menzione d’onore va fatta alla cagnetta che accompagna il protagonista: una piccola nota di calore e fedeltà in mezzo a tanta oscurità.

Un momento che mi è rimasto impresso è stato quando il protagonista sente il suono di una sedia a dondolo, presagio del fantasma. Questo suono riesce a spaventarlo ma gli riporta alla mente i ricordi d’infanzia, quando sentiva lo stesso rumore nella sua stanza, testimonianza dalla presenza della madre o della governante a vegliare su di lui. Mi ha fatto pensare a quanto a volte, in situazioni spaventose, cerchiamo – più o meno inconsciamente – una “coperta di Linus”. Per me, ad esempio, una sicurezza costante la trovo nella mia agenda cartacea, oppure mi sento in compagnia se so di avere in borsa un libro da leggere (come l’autrice di un altro romanzo che ringraziava i genitori per averle sempre permesso di portare con sé in vacanza una valigia piena di libri, un vero e proprio “porto sicuro”).

“La donna in nero” è stata una lettura estremamente piacevole e un ottimo intrattenimento estivo. È un horror gotico classico, con un fantasma che si vendica su malcapitati innocenti senza un criterio, lasciando un’inquietante sensazione di malevolenza nell’aria. Il finale, come ho accennato, una volta raccontata la vicenda, non si perde in ulteriori chiacchiere. Il protagonista chiude il resoconto e non lo commenta. Si chiude in sé stesso.
In un certo senso è perfettamente coerente: è talmente sconvolto da non voler, o non poter, ricordare oltre.

Se in futuro mi dovesse capitare tra le mani un altro romanzo dell’autrice o un horror gotico, lo leggerò senza esitazioni. Consiglio vivamente “La donna in nero” a chiunque cerchi un brivido veloce ma intenso, una storia che ti si insinua sotto la pelle e ti accompagna anche dopo aver girato l’ultima pagina.

E voi, avete letto “La donna in nero”? Lasciate un commento qui sotto e condividiamo le notte letture estive.

Laura

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