Ciao, amici del blog, sono Elena.
Mi dispiace doverlo dire, perché cerco sempre di trovare un lato positivo in ogni lettura, anche in quelle che mi colpiscono meno, ma La nuova maestra di Valerio Marra è un libro che purtroppo non mi ha convinta in nessun aspetto.
L’ho scelto attratta dalla copertina, particolare e promettente, con un disegno infantile inquietante che ritrae una suora e sembrava rimandare a un’atmosfera thriller simile a quella che ho tanto apprezzato in Teddy di Jason Rekulak. Anche in questo caso, infatti, erano presenti illustrazioni realizzate da un bambino – elemento che in Teddy contribuiva a creare una tensione sottile e crescente. Purtroppo, però, le somiglianze tra i due romanzi si fermano qui.

La storia ruota attorno a Giulia, una giovane donna segnata dalla recente perdita del fratello Daniele in un incidente in moto. Viene assunta come maestra in una scuola dell’infanzia gestita da suore, dove fa la conoscenza di Teo, un bambino che realizza disegni disturbanti e misteriosi. Quei disegni cominciano a insinuare in Giulia il dubbio che ci sia qualcosa di oscuro, non solo nei comportamenti del bambino, ma nell’intera scuola. A peggiorare la situazione, Giulia inizia ad avere visioni di creature inquietanti, come se fosse intrappolata in un incubo ad occhi aperti. Con l’aiuto di Ettore, un poliziotto e amico fidato, Giulia cerca di far luce sulla morte del fratello e sul possibile legame con ciò che sta accadendo nella scuola.
Tutto questo, sulla carta, potrebbe dare vita a un thriller psicologico denso di tensione, mistero e colpi di scena. Ma nella realtà della lettura, non ho trovato nessuna delle emozioni che un romanzo del genere dovrebbe suscitare. La scrittura mi è sembrata piuttosto superficiale, i personaggi poco approfonditi e difficili da comprendere o empatizzare. Non ho percepito né suspense, né paura, neppure nelle scene che evidentemente erano costruite per generare inquietudine. A tratti, il testo mi è sembrato quasi banale o comunque poco curato nella descrizione delle situazioni e nella costruzione della tensione narrativa.
Un altro elemento che mi ha lasciata insoddisfatta è la mancanza di chiarezza in alcuni passaggi della trama. Ad esempio, si accenna a un rapporto problematico tra Giulia e una suora di nome Luisa, ma la vicenda non viene mai chiarita del tutto. Arrivata alla fine del libro, ho avuto la sensazione che molte domande fossero rimaste senza risposta e che diverse sottotrame fossero state abbandonate o non sviluppate a dovere.
Mi ha sorpreso ancora di più il fatto che il libro sia stato pubblicato da una casa editrice importante, perché – lo dico con grande rispetto – la qualità generale mi è parsa più simile a quella di un manoscritto self pubblicato senza editing professionale. Eppure l’autore ha avuto un’idea di partenza interessante: l’elemento dei disegni, il trauma personale della protagonista, l’ambientazione in una scuola religiosa – tutte premesse che, se ben sviluppate, avrebbero potuto creare un racconto avvincente.
Concludo dicendo che, pur essendo stata profondamente delusa da questo romanzo, non escludo di dare in futuro un’altra possibilità a Valerio Marra, magari leggendo un suo altro lavoro. Ogni autore può avere alti e bassi, e il mio giudizio negativo su La nuova maestra non intacca il rispetto che provo per chi si mette in gioco raccontando storie. Ma per quanto mi riguarda, questa storia non mi ha lasciato nulla.
Elena
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