“L’enigma della camera 622” di Joël Dicker

Ciao a tutti, sono Elena!

L’enigma della camera 622 è il primo romanzo di Joël Dicker che leggo, e devo dire che è stata una lettura sorprendentemente piacevole. Un libro imponente — oltre 600 pagine — che, nonostante la mole, scorre con grande fluidità grazie a uno stile narrativo semplice ma avvincente.

La trama ruota attorno a un misterioso omicidio avvenuto nella camera 622 di un lussuoso hotel in Svizzera. Nessuno, a distanza di anni, sembra voler parlare apertamente di ciò che è accaduto. L’autore (che diventa personaggio del romanzo) si ritrova invischiato in questa vicenda durante un soggiorno nello stesso hotel, e da lì parte un’indagine tra presente e passato, ricca di colpi di scena, intrecci familiari, segreti e relazioni complicate. Ma non aspettatevi un thriller tradizionale: questo libro è un puzzle narrativo, che si costruisce pezzo dopo pezzo, capitolo dopo capitolo, svelando retroscena della vita dei personaggi, le loro emozioni, ambizioni e fragilità.



La cosa che ho apprezzato di più è proprio la caratterizzazione dei personaggi: Dicker riesce a farci entrare nel loro mondo, a farci empatizzare con le loro storie, a renderli vivi e tridimensionali. È come se la parte più profonda del libro fosse proprio quella relazionale, quasi più importante del mistero stesso.

Essendo io nuova al genere thriller, questo romanzo è stato un primo approccio interessante. Non ha i tratti classici del giallo serrato, ma gioca su più registri: c’è mistero, sì, ma c’è anche tanto sentimento. A tratti sembra quasi un romanzo rosa travestito da thriller, cosa che personalmente ho adorato. Il finale, invece, mi ha lasciata un po’ perplessa: l’ho trovato piuttosto surreale, lontano dal realismo costruito fino a quel momento — non per questo meno affascinante, ma sicuramente inaspettato.

Ho letto molte recensioni negative su questo libro e su Dicker in generale, alcune delle quali a mio parere eccessivamente severe. C’è chi lo definisce sopravvalutato, chi lo accusa di scrivere male, chi ha abbandonato la lettura dopo pochi capitoli. Io non mi ritrovo in questi giudizi. Trovo che L’enigma della camera 622 sia un romanzo ben scritto, coinvolgente, e soprattutto capace di suscitare emozioni. Magari non sarà il thriller ideale per i puristi del genere, ma per chi ama le storie dense di personaggi, sentimenti e misteri familiari, ha tanto da offrire.

Mi è venuta voglia di leggere altro di questo autore, e tra i suoi titoli più noti ho già acquistato La verità sul caso Harry Quebert. So che c’è un ordine ideale in cui leggere alcuni dei suoi romanzi, quindi mi prenderò del tempo per affrontarli con calma.

Nel frattempo, mi dedico ad altre letture, ma vi aggiornerò sicuramente quando tornerò nel mondo di Dicker.

Elena

3 pensieri riguardo ““L’enigma della camera 622” di Joël Dicker

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  1. Ciao Laura, ho letto anch’io “L’enigma della camera 622” (è il quinto libro che leggo di quest’autore, ed ogni volta mi trovo avvinto tra le pagine, ritrovandomi spettatore esterno degli eventi. Ho iniziasto la lettura dei suoi libri con “La verità sul caso Harry Quebert”. Sono contento che questo libro di Dicker ti sia piaciuto, se ti capita prendi gli altri, meritano! Quello che mi perplime ancora un po’ è l’ultimo, uscito poco tempo fa… Ti abbraccio. 🙂

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