Ciao a tutti, sono Elena e voglio parlarvi della mia ultima lettura.
“Buio” è il primo libro che leggo di Vera Buck, anche se avevo già acquistato un altro suo romanzo, “Bambini lupo”, che devo ancora leggere. Devo dire che questo libro mi ha piacevolmente sorpresa, sia per la scrittura scorrevole sia per una trama davvero ben congegnata.
È uno di quei thriller in cui ogni capitolo riesce a lasciarti con il fiato sospeso e con la voglia di proseguire immediatamente con il successivo. La storia è raccontata attraverso i punti di vista di diversi personaggi e, proprio quando inizi a seguire con curiosità ciò che sta accadendo a uno di loro, il capitolo termina e bisogna aspettare di ritrovarlo più avanti. Una scelta narrativa che, almeno nel mio caso, ha aumentato ancora di più la curiosità e la voglia di continuare a leggere.

La protagonista principale è Tilda, una giovane tedesca di origini italiane che decide di acquistare, insieme alla sua famiglia, una casa a un euro nel piccolo paese di Botigalli, in Sardegna. Si tratta di uno di quei borghi quasi completamente abbandonati che, attraverso la vendita simbolica degli immobili a un euro, cercano di incentivare la ristrutturazione e il ripopolamento.
Ma Botigalli non è un paese come gli altri.
Il borgo è rimasto disabitato dopo una terribile strage avvenuta nel 1982, quando quasi tutti i suoi abitanti furono uccisi a colpi di pistola. Tilda, forse con un pizzico di ingenuità, decide comunque di acquistare e ristrutturare una delle case del paese. Ben presto, però, iniziano ad accadere cose inquietanti: rumori, lamenti, oggetti che sembrano spostarsi da soli e fotografie, quadri e altri elementi che compaiono nella casa senza che lei riesca a spiegarsene l’origine.
A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva è l’ambientazione nella Barbagia, una zona della Sardegna legata a un passato fatto anche di storie di sequestri e misteri, che l’autrice utilizza molto bene per creare un senso costante di inquietudine.
A poco a poco entrano in scena altri personaggi e le loro vicende finiscono per intrecciarsi con quella di Tilda, collegando passato e presente e facendo emergere segreti che sembravano ormai sepolti.
Ho trovato “Buio” un libro molto coinvolgente, con diverse atmosfere inquietanti che mi hanno portata a considerarlo a metà strada tra il thriller e l’horror. Anche il finale mi ha colpita e, nel complesso, ho apprezzato molto il modo in cui tutti gli elementi della storia vengono intrecciati.
La cosa che più mi ha fatto piacere, però, è stata semplicemente la voglia di continuare a leggere. L’ho terminato in poco tempo proprio perché volevo sapere come sarebbe andata a finire.
È stato un regalo di compleanno e sono davvero contenta di averlo ricevuto. Quando un libro riesce a sorprenderti e a conquistarti, senza risultare banale o scontato, è sempre una piacevole scoperta.
Una lettura che consiglio a chi ama i thriller dalle atmosfere cupe e inquietanti, con misteri da scoprire e una storia capace di tenere alta la curiosità fino alla fine.
Elena
Anch’io apprezzo i thriller. In particolare i legal thriller, perché in quel caso la voglia di proseguire la lettura a cui alludi si eleva all’ennesima potenza (o almeno a me fanno quest’effetto).
Una recensione molto interessante e la trama dà degli ottimi spunti. Lo metto in lista grazie mille!