Oggi ho cambiato la pila a un orologio che era fermo da tantissimo tempo.
Forse un anno, forse due. Di sicuro abbastanza da farmi dimenticare persino il ticchettio del tempo che scorreva.
Non è un orologio qualunque.
L’ho comprato apposta perché mi ricordava Hogwarts: artigianale, pieno di dettagli, con una frase di Harry Potter che ogni volta riesce a farmi sorridere come la prima volta. Sta sopra la libreria, in un punto un po’ scomodo da raggiungere, e così ho continuato a rimandare.
“Domani cambio la pila.”
“Lo faccio questo weekend.”
“Appena ho un attimo.”
E intanto lui restava lì, immobile.
La cosa strana è che, dopo tanto tempo, ci si abitua perfino alle cose ferme.
A un orologio che non segna più l’ora.
A un progetto lasciato a metà.
A un sogno messo in pausa.
A una parte di noi che continua ad aspettare il momento giusto.
Poi oggi ho preso una pila nuova, ho fatto quel piccolo gesto rimandato per mesi e, all’improvviso, le lancette hanno ricominciato a muoversi.
Come se il tempo non avesse mai davvero smesso di esistere. Aveva solo bisogno di un’energia nuova.
E forse succede così anche a noi.
Ci sono periodi in cui restiamo fermi così a lungo da convincerci che sia diventata la nostra natura. Pensiamo che sia troppo tardi, che ormai qualcosa si sia rotto, che il tempo perso non possa essere recuperato.
Invece a volte basta pochissimo.
Una decisione minuscola.
Un gesto semplice.
Una scintilla.
Una pila nuova.
E tutto riparte.
Elena
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