Ciao a tutti, sono Laura e oggi porto nuovamente un’autrice orientale con il suo esordio letterario. L’ho scoperto tra le novità editoriali e mi ha attirata subito: un titolo che prometteva ombre e verità sussurrate, una storia che mi sembrava in grado di far riflettere.
Avevo proprio voglia di tornare a leggere un’autrice orientale, ma dopo le opere disturbanti che avevo affrontato ultimamente, come quelle di Natsuo Kirino o di Murata Sayaka, cercavo qualcosa che sapesse dare profondità senza però affogare nel compiacimento del macabro. “Piccoli inganni crudeli” mi ha offerto tematiche forti che lavorano in profondità, anziché colpire in superficie.

L’autrice, Bak Sulmi, costruisce un romanzo epistolare ambientato nella Corea del Sud contemporanea che si sviluppa attraverso tre voci narrante (più una), ognuna portatrice di una verità parziale e distorta. La prima e l’ultima lettera sono firmate da Mira, la giovane insegnante privata improvvisata. Fin da subito è chiaro che c’è più di una colpa attorno alla quale tutto ruota. Quello che sorprende è il modo in cui le confessioni si intrecciano rivelando che spesso chi vuole essere innocente non lo è affatto.
Il tema dei vulnerabili mi ha molto toccato. Il padre della famiglia protagonista diceva sempre che bisognava proteggere bambini, persone con disabilità, donne, anziani, poveri e animali. Ma soprattutto bambini e animali. E sorge subito spontanea la domanda del perché. La moglie, pragmatica e fredda, lo spiega per la mancanza di forza necessaria a difendersi mentre il marito riconosce la loro mancanza di coscienza: «non sanno perché dovrebbero soffrire», ne sottolinea l’ingenuità e la purezza. Conclude affermando che chi fa del male a chi non può capirlo è «il più spregevole dei malvagi». Leggendo questo passaggio, ho subito fatto il collegamento con un paragrafo letto all’inizio del romanzo che cita un proverbio: «anche le scimmie cadono dagli alberi». Sbagliare è umano, sì. Ma chi sceglie il male con lucidità non può sperare nella stessa indulgenza.
Lo stile è essenziale, volutamente freddo, vicino alla tradizione narrativa orientale contemporanea. Le lettere diventano uno specchio crudele: non si cerca la spettacolarizzazione del trauma, ma una verità più sottile, che arriva come una stoccata, quando i personaggi non possono più fingere quando viene svelato il loro inganno.
Il tema della sindrome dell’impostore è fortissimo, nel fratello maggiore, cresciuto fra aspettative eccessive e un senso di fallimento costante. Le forti pressioni familiari sui risultati scolastici mi sembrano una colonna portante della società in quella parte di Asia perché emerge in tutti i romanzi (contemporanei o meno) che parlano di adolescenti. Una società troppo rigida e votata al successo.
Il suo punto di vista è quello che più disturba: non provoca un terrore di sangue e orrore, ma una paura gelida, che nasce dal riconoscere una parte oscura dell’animo umano. Bak Sulmi racconta senza mai giudicare, lasciando che siano i comportamenti a parlare.
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è la forma epistolare, che permette di entrare in contatto diretto con la vulnerabilità dei personaggi. Le loro emozioni sono autentiche, non filtrate da un narratore onnisciente che le spieghi per noi. La vita non viene risolta, non ci sono risposte, solo domande più grandi: chi siamo davvero quando crediamo di non far del male a nessuno? In quale punto della nostra storia personale nasce la crudeltà?
“Piccoli inganni crudeli” è un romanzo che si legge in poco tempo, ma che resta a lungo in sospensione dentro chi lo affronta. Mi ha fatto pensare alla responsabilità del dolore altrui, e alla facilità con cui trasformiamo le nostre ragioni in scuse.
Se hai letto questo libro o ti incuriosisce, fammelo sapere nei commenti: mi piacerebbe sapere quale voce ti ha parlato di più e quali domande ti ha lasciato addosso. Perché, come scrive l’autrice, la scrittura non serve a rispondere, ma a chiedere ancora.
Laura
Complimenti! Bel commento come al solito! Siete entrambe molto molto brave, riuscite a far "vedere" la storia dei libri che recensite!! Grazie mille! Baci. Marina
Grazie Marina delle belle parole e di seguirci sempre! Un abbraccio!
Grazie mille molto interessante