Ciao a tutti, sono Laura e oggi sono un po’ in vena di critiche.
C’è un tipo di lettura che si affronta con una curiosità quasi sospettosa, quel genere di libro su cui si è letto tanto, con recensioni entusiaste, lettori fedeli, perfino una certa aura da must read. Eppure, quando arrivi alla fine, ti ritrovi con la spiacevole sensazione che la promessa non sia stata mantenuta. Così è andata con “A casa prima di sera”, romanzo di Riley Sager che avevo scelto per colmare una mia personale lacuna nei confronti di un autore molto recensito e celebrato.

Il libro alterna capitoli ambientati nel presente – la protagonista ha trent’anni – e nel passato, venticinque anni prima, quando ne aveva cinque. Il cuore della vicenda è racchiuso in un periodo brevissimo, una ventina di giorni durante i quali la bambina e i suoi genitori vivono in una casa infestata. Nel presente, la protagonista torna proprio lì, nella casa che ha segnato l’infanzia e di cui i genitori hanno raccontato tutto in un libro divenuto famoso. Lei, però, non ci crede: è convinta che si siano inventati tutto.
Fin dalle prime pagine ho intuito dove sarebbe andata a parare la storia. La costruzione a capitoli alterni è una tecnica che apprezzo quando riesce a far dialogare davvero i piani temporali, ma in questo caso l’ho trovata più uno stratagemma per tenere il lettore incollato alle pagine che una vera esigenza narrativa. L’effetto che ne ho avuto è stato piuttosto artificiale.
Anche i personaggi, purtroppo, non mi hanno lasciato nulla. Tutti piatti, quasi intercambiabili, privi di profondità psicologica. Anche la protagonista, che dovrebbe essere la chiave d’accesso emotiva alla vicenda, resta opaca, come se non riuscisse a emanciparsi da un copione già scritto. L’atmosfera della casa infestata, le mezze verità, le ombre nel corridoio, i misteri del passato… tutto è già visto, già letto, già previsto.
E quando si arriva al finale, la sensazione è quella di un déjà-vu narrativo che tocca la soglia del cliché: “alla fine i veri mostri sono sempre gli esseri umani”. Una frase che, nella mia mente, ho sentito ironicamente con la voce di Velma di Scooby-Doo. Anche qui ci sono i “fanturisti” che indagano, i sospetti che si accumulano e si sgonfiano, e infine una verità che – almeno per me – era già evidente da metà libro.
Eppure, qualcosa di buono l’ho trovato. In una scena quasi marginale, quando la famiglia si trasferisce nella nuova casa, una vicina porta in dono del pane e del sale. Un gesto antico, che affonda le sue radici nei rituali di benvenuto. Il sale per purificare, il pane come augurio di prosperità. In quella casa, però, nessuno capirà mai davvero che farsene di quell’auspicio.
E questo passaggio, seppure isolato, mi ha lasciato una riflessione: quanto simbolismo si nasconde nei gesti più semplici? Il pane, in particolare, è un elemento che ricorre in molte culture come segno di condivisione, inizio, legame, nutrimento spirituale. In questo caso, è anche un simbolo negato, come se già sapessimo che nessuna benedizione potrà attecchire in quella casa.
Alla fine, è forse proprio questo l’unico seme che questo romanzo ha lasciato nel mio immaginario: il potere silenzioso dei gesti rituali, anche quando vengono ignorati o sprecati.
Non posso dire che “A casa prima di sera” sia stata una lettura soddisfacente. Le aspettative – come spesso accade – hanno giocato un ruolo decisivo, e ancora una volta mi chiedo quanto pesi, nella godibilità di un libro, il contesto in cui decidiamo di affrontarlo.
Vi è mai successo di sentirvi traditi da un libro molto acclamato? Avete letto Riley Sager e ne avete apprezzato altre opere? Oppure anche voi avete fatto fatica a entrare davvero nelle sue storie?
Aspetto, come sempre, le vostre impressioni.
— Laura
Rispondo alla prima delle domande che hai posto a fine articolo: Si, mi è appena successo con il prequel più recente di Hunger Games. Un prequel desiderato da tutto il fandom che raccontasse di Haymitch. L’ho ascoltato ed è stato abbastanza deludente ma approfondirò in una recensione. Spero solo che non scriva i prequel su tutti gli altri vincitori perché già questo mi ha delusa anche se aveva qualche spunto di riflessione interessante
Alcune volte vogliono approfondire saghe di successo pensando di catturare i lettori appassionati, ma ormai è più una questione di business editoriale che altro…🤔
Guarda pubblicherò la recensione in questi giorni e di positivo ha poco, anzi mi sembra che abbiano rovinato il personaggio di Haymitich e svilito il percorso di Katniss nel corso della trilogia…