Ciao a tutti, sono Elena.
Ho appena terminato la lettura di Il segno dell’Esorcista, libro-testimonianza di Padre Gabriele Amorth, sacerdote paolino ed esorcista di fama internazionale. Spinta dal mio interesse crescente per questo tema, ho scelto di iniziare proprio da questa sua opera finale, e devo dire che mi ha colpita profondamente.
Non si tratta semplicemente di un libro sull’esorcismo: è molto di più. È una raccolta di riflessioni intense e spesso sconvolgenti sulle battaglie spirituali che Padre Amorth ha affrontato nel corso della sua vita, raccontate con un linguaggio semplice ma incisivo, accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta all’argomento.

Quello che mi ha stupito è il modo in cui l’autore riesce a parlare di un tema così delicato — spesso taciuto o liquidato con superficialità, anche dalla stessa Chiesa — con estrema lucidità, rispetto e profondità. L’esorcismo, in queste pagine, non viene trattato come un fenomeno folkloristico o sensazionalistico, ma come parte concreta e drammatica del mistero del male e del cammino spirituale dell’uomo.
Il libro non è rivolto solo ai credenti: penso possa essere letto con interesse anche da chi è lontano dalla fede o in cerca di risposte. Ci sono infatti moltissimi spunti di riflessione sui Vangeli, su alcuni passi poco conosciuti della Bibbia, e sul significato più profondo della Redenzione.
Una cosa che mi ha particolarmente colpita è stata la spiegazione, chiara e illuminante, del ruolo di Gesù come Salvatore: la sua morte e risurrezione hanno riaperto le porte del Paradiso, che erano state chiuse dopo il peccato originale di Adamo ed Eva. Prima della Redenzione, le anime giuste non potevano entrare in Paradiso e attendevano, secondo la tradizione cattolica, nel cosiddetto Limbo dei Padri (o Seno di Abramo). Questo concetto, che pure avevo incontrato nel catechismo, mi è diventato finalmente chiaro grazie alla lettura di questo libro.
Padre Amorth non dà risposte definitive a tutto. Egli stesso confessa di non comprendere fino in fondo il disegno di Dio, soprattutto quando a essere colpiti da possessioni o influssi demoniaci sono persone di profonda fede. Ma offre un punto di vista potente: a volte, certe prove servono a rafforzare la nostra fede, a renderla più autentica.
Lo stile del libro è generalmente scorrevole, anche se in alcuni passaggi l’ho trovato forte, emotivamente impegnativo. Non è una lettura leggera, soprattutto per chi crede: le descrizioni delle possessioni, le lotte interiori, le testimonianze, tutto contribuisce a creare un’atmosfera intensa. Ma è proprio questa intensità che rende il libro così autentico e potente.
In conclusione, Il segno dell’Esorcista è una lettura unica nel suo genere: spirituale, profonda, a tratti sconvolgente. Lo consiglio a chiunque desideri avvicinarsi alla fede o senta il bisogno di interrogarsi sul mistero del male, sulla forza della preghiera e sull’amore salvifico di Cristo. Non è un libro per tutti, ma è sicuramente un libro che lascia il segno.
Elena
Questo tema mi suscita sempre un certo disagio perché spesso molte persone con disturbi mentali sono state ingiustamente torturate pensando che fossero possedute. Ne parlo spesso con il mio ragazzo che è credente e sono molto critica anche se lui dice che adesso gli esorcisti consultano anche medici e psichiatri prima di agire. Per esempio uno degli esorcismi più famosi è stato compiuto ai danni di una ragazza epilettica morta per le torture, e su questo caso ci hanno pure fatto il film. Lo stesso vale per le Sante: lo so che nei secoli addietro la medicina non era così evoluta però mi ha turbato molto leggere di figure come Santa Caterina da Siena che erano anoressiche e il loro dca veniva santificato solo perché era il 1300… Grazie per questa recensione, anche se non credo che leggerò questo libro è sempre interessante leggere i vostri articoli
Grazie di leggere sempre i nostri articoli! Sicuramente è un tema delicato e particolare… Diciamo che c’è molto di cui discutere…😉
L’argomento è intrigante, ma poiché per esistere il Male con la M maiuscola dovrebbe esistere anche il Bene con la B maiuscola, si rimane sempre col dubbio
Certo, i dubbi sono più che leciti!