“Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie

Buongiorno a tutti, sono Laura e oggi potrei suscitare le ire di qualcuno. Mi cospargo già il capo di cenere per chiedervi perdono, non intendo, con questa recensione, sminuire una regina del giallo come Agatha Christie che – nonostante quello che scriverò – è nel mio cuore.



Il mio approccio ad “Assassinio sull’Orient Express” era carico di aspettative, alimentate dal ricordo vivido e folgorante de “Dieci piccoli indiani” letto da bambina. Me lo aveva consigliato Elena che aveva dovuto leggerlo per la scuola e lo aveva amato. E così è successo anche a me, la lettura mi ha coinvolta ed entusiasmata al punto che ho cominciato ad annoverare l’autrice tra le mie preferite. Assurdo – penserete, e lo penserei anche io – dopo aver letto un solo libro. Fatto sta che andò proprio così. Negli anni non ho mai letto nulla di suo, ma ho collezionato libri su libri. Ho finalmente letto e apprezzato nuovamente l’autrice per l’ingegno narrativo in “L’assassinio di Roger Ackroyd” e approcciato per la prima volta il detective Poirot. Poco dopo ho letto un altro romanzo autoconclusivo che mi è piaciuto. Forte di questi precedenti positivi, mi sono accostata a questo classico (considerato l’oper maestra di Agatha Christie) con la speranza di ritrovare la stessa maestria.

Purtroppo, questa lettura si è rivelata una delusione. Ho trovato la trama un po’ banale e lo sviluppo narrativo eccessivamente lento. La lunga sequenza di deposizioni, domande e deduzioni mi è apparsa priva del dinamismo che mi aveva entusiasmato nelle altre opere dell’autrice. Ho percepito una marcata staticità, un’assenza di quel ritmo incalzante che tiene il lettore incollato alle pagine.

Un aspetto inatteso di questa lettura è stato il suo impatto sul mio desiderio di intraprendere un viaggio in treno. Fino all’altro ieri – letteralmente – volevo fare la Transiberiana. L’idea di attraversare vasti territori a bordo di un convoglio evocativo di un’epoca passata, con i suoi vagoni ristorante e le cuccette, mi ha sempre affascinato. Tuttavia, l’atmosfera soffocante che ho percepito durante la lettura, sebbene riconosca non fosse un intento primario dell’autrice nel descrivere un blocco temporaneo dovuto al maltempo (che all’epoca dei fatti era cosa molto più frequente di oggi e, soprattutto, le persone sapevano affrontare questi inconvenienti con molta più pazienza di noi, ossessionati come siamo dalla velocità), ha inaspettatamente raffreddato il mio entusiasmo per questo tipo di avventura. L’esperienza di lettura mi ha trasmesso una sensazione di claustrofobia che ha finito per offuscare il fascino che provavo per i lunghi viaggi ferroviari. Ovviamente questa è stata una mia impressione: si capisce chiaramente che non era intento dell’autrice trasmettere queste sensazioni, infatti nessun personaggio si è lamentato più di tanto. Quindi questo è stato un mio personalissimo problema.

Ma torniamo a noi… sebbene questa lettura non abbia scalfito il mio apprezzamento generale per Agatha Christie, riesco ora a comprendere meglio le critiche che talvolta vengono mosse online verso una sorta di “religiosità morbosa” nei confronti delle sue opere. “Assassinio sull’Orient Express”, nella mia esperienza, non ha mantenuto la promessa di un giallo avvincente e dinamico, risultando una lettura lenta e, nel complesso, poco interessante.

Laura

6 pensieri riguardo ““Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie

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  1. 🎀 In effetti quella di Agata Christie risulta una lettura prolissa e pesante, (personalmente la assimilo,a quella inossidabile manzoniana) ~ Troppo descrittiva e circostanziata, forse, per un giallo ~ Nondimeno di indiscussa qualita’, e l’ambientazione e’ fascinosa.
    Buona giornata!

    1. Mi hai fatto riflettere molto paragonandola a Manzoni. Sono ripetitiva, i promessi sposi sono il mio romanzo preferito (le altre opere di Manzoni non reggono il confronto secondo me) e mi chiedo se leggendolo ora avvertirei la stessa pesantezza che mi ha sfiancato con questa lettura.

      1. 🎀 Forse, avendo gia’ letto e approfondito il romanzo “I promessi sposi”, non ne avvertiresti la pesantezza descrittiva, la prolissita’ ~ Va aggiunto poi che l’arte Manzoniana supera certamente quella di Agatha Christie, ed inoltre le due relative tematiche sono assai lontane.
        Buon mercoledi’!

  2. Ho letto tutta Agatha Christie… alcuni suoi libri li ho adorati, altri sono stati un piacevolissimo svago, certamente il giallo classico in cui lei è maestra è un genere datato, tuttavia bisogna riconoscere la grandezza di Dame Agatha!

    1. Certo, non mi permetterei mai di sminuire Agatha Christie, soprattutto avendo all’attivo così poche letture. Sono sicura che questo mio giudizio sia molto influenzato dal periodo pesante che sto attraversando, infatti tornerò a concentrarmi sulla “regina del giallo” in un momento più tranquillo.

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