Pretty Lethal – Ballerine all’inferno

Prime video

Ciao a tutti, sono Laura e oggi voglio parlare di un film che però prometteva una cosa e ha finito per diventare qualcos’altro, non per tradimento ma quasi per una sorta di scivolamento, come se l’idea iniziale — potente, evocativa, persino seducente — non trovasse davvero il coraggio o lo spazio per essere portata fino in fondo.
“Pretty Lethal – Ballerine all’inferno” mi ha fatto pensare , non tanto la trama in sé — poco originale, un gruppo di giovani ballerine in viaggio verso una competizione, una deviazione imprevista, una locanda isolata, una figura adulta ambigua che le accoglie e che lentamente rivela una dimensione più oscura — quanto piuttosto l’aspettativa che il film costruisce attorno a questo scenario, perché tutto sembra predisposto per un racconto sulla disciplina del corpo, sull’identità costruita attraverso la danza, su quella tensione tra controllo e perdita che il cinema ha già esplorato in modo quasi ossessivo, e che inevitabilmente richiama alla memoria Black Swan o le atmosfere rituali e disturbanti di Suspiria.



E invece, proprio nel momento in cui ti aspetteresti un affondo psicologico, il film devia in modo netto, senza avvisare, trasformando quella che sembrava una riflessione sull’identità in qualcosa di molto più fisico, immediato, quasi istintivo, perché la danza smette di essere linguaggio interiore e diventa strumento, gesto tecnico che si piega alla sopravvivenza, coreografia che si trasforma in combattimento e qui il riferimento cambia completamente registro, avvicinandosi più a una logica da cinema d’azione, dove il corpo non è più luogo di crisi ma di reazione.

Questa trasformazione è, a mio avviso, il nodo più interessante del film, perché è una dichiarazione implicita: “Pretty Lethal” non vuole davvero interrogarsi su cosa significhi essere una ballerina, vuole mostrare cosa succede quando quel tipo di addestramento — disciplina, resistenza, precisione — viene estratto dal suo contesto e inserito in uno spazio ostile e in questo senso la locanda diventa quasi un laboratorio narrativo, un ambiente chiuso in cui le regole cambiano e in cui ciò che prima era estetica diventa funzione.

Eppure, proprio qui emerge anche il limite del film, perché questa idea, che sulla carta è fertile, non viene accompagnata da un approfondimento altrettanto forte sul piano dei personaggi, che restano spesso figure più che individui, corpi in movimento più che coscienze in conflitto e questo crea una stortura tra la violenza e la coreografia ma fatica a lasciare nello spettatore qualcosa di più duraturo.

È interessante osservare come il film lavori molto meglio quando smette di cercare profondità e si abbandona alla sua natura più spettacolare, quasi pulp, perché è lì che trova una coerenza interna, un ritmo, ma resta in una zona intermedia, come se non volesse davvero scegliere.

In questo senso, il confronto con The Neon Demon diventa utile non tanto per somiglianza quanto per differenza, perché lì l’estetica è già contenuto, mentre qui l’estetica resta spesso superficie, qualcosa che affascina ma non si deposita.

E allora, forse, il modo più onesto per leggere “Pretty Lethal – Ballerine all’inferno” è proprio accettare questa dicotomia tra ciò che sembra promettere e ciò che effettivamente offre, perché è in questa tensione che il film diventa interessante, non come racconto ma come oggetto ibrido, sospeso tra il desiderio di essere qualcosa di più e la scelta, consapevole o meno, di restare dentro i confini dello spettacolo.

E a quel punto la domanda non è più se il film funzioni o meno, ma cosa cerchiamo noi quando entriamo in una storia come questa, se vogliamo davvero essere messi davanti a un conflitto interiore o se, in fondo, siamo pronti ad accettare che a volte il cinema scelga di trasformare anche la fragilità in movimento, anche l’identità in gesto, anche la paura in coreografia.


Laura

Un pensiero riguardo “Pretty Lethal – Ballerine all’inferno

Aggiungi il tuo

Rispondi

Creato su WordPress.com.

Su ↑

Scopri di più da ◦ ღ ☼ Elena e Laura ☼ ღ ◦

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere