Ciao a tutti, sono Elena e voglio parlarvi dell’ultimo libro che ho letto.
Quando ho saputo che Camilla Sten aveva pubblicato un nuovo romanma, l’ho acquistato con grande entusiasmo. I suoi libri precedenti mi avevano lasciato un’impressione positiva: ero rimasta particolarmente colpita da “Il villaggio perduto“, che ancora oggi considero il suo romanzo migliore tra quelli che ho letto. Anche “L’erede“, pur non avendomi conquistata allo stesso livello, mi era comunque piaciuto e mi aveva confermato il talento dell’autrice nel costruire atmosfere inquietanti e misteriose.
Per questo motivo mi aspettavo di ritrovare le stesse sensazioni anche con “L’addio al nubilato”. Purtroppo, però, questa volta le cose sono andate diversamente.

La trama ruota attorno a Tessa Nilsson, una donna affascinata dai casi di cronaca nera irrisolti. In particolare, è ossessionata dalla misteriosa scomparsa di quattro amiche avvenuta dieci anni prima durante una gita su un’isola del Mar Baltico. Quando una sua amica sta per sposarsi, Tessa coglie l’occasione per partecipare all’addio al nubilato proprio sull’isola dove si consumò la tragedia, oggi sede di un hotel costruito dopo gli avvenimenti. Naturalmente, il passato non è destinato a restare sepolto e nuovi avvenimenti riportano alla luce vecchi segreti.
Non voglio entrare troppo nei dettagli per evitare spoiler, ma posso dire che il romanzo riesce comunque a mantenere viva la curiosità del lettore. La tensione è presente e la voglia di arrivare alla conclusione per scoprire la verità non manca. Da questo punto di vista, Camilla Sten dimostra ancora una volta di saper costruire una storia coinvolgente e scorrevole.
Il problema principale, almeno per me, è stato il rapporto con i personaggi. Fin dalle prime pagine non sono riuscita a empatizzare con loro, né con Tessa né con le altre protagoniste. Poiché il romanzo si basa molto sulle dinamiche del gruppo e sulle relazioni tra queste donne, la mancanza di un legame emotivo ha reso la lettura meno coinvolgente di quanto avrei sperato.
Anche il colpo di scena finale non mi ha lasciata particolarmente sorpresa. Pur essendo ben costruito, l’ho trovato piuttosto prevedibile e, in alcuni momenti, quasi scontato. Non ho provato quel senso di stupore che invece cerco in questo genere di romanzi e che avevo trovato maggiormente nelle opere precedenti dell’autrice.
Ciò non significa che “L’addio al nubilato” sia un brutto libro. Al contrario, è scritto bene, si legge con facilità e conferma la capacità di Camilla Sten di creare atmosfere cariche di suspense. Semplicemente, non è riuscito a coinvolgermi emotivamente come speravo e non l’ho trovato all’altezza di “Il villaggio perduto” o, in misura minore, de “L’erede”.
Nonostante questa piccola delusione, continuerò sicuramente a leggere i romanzi di Camilla Sten. Il suo stile resta piacevole, fluido e adatto a chi ama i thriller psicologici dalle tinte cupe e misteriose. Questa volta, però, la storia non è riuscita a lasciarmi il segno.
Elena
L’ho finito proprio ieri e sono d’accordo con te: è un romanzo che si lascia leggere, ma niente di eccezionale, e secondo me un po’ troppo splatter!
Un po’ sì, in effetti. Quale ti è piaciuto dei suoi? Se non sbaglio, mi avevi scritto di aver letto quelli della madre. Io ne ho acquistato uno, è lì che mi aspetta sullo scaffale😂😂
Sì, ho letto sia alcuni romanzi di Viveca Sten che di Camilla, sono due autrici brave, si leggono volentieri, però quest’ultimo mi è sembrato di livello inferiore