Ciao a tutti, sono Elena e torno a recensirvi un libro di Padre Gabriele Amorth, un noto esorcista ormai scomparso.
Il libro “Memorie di un esorcista. La mia vita in lotta contro Satana”, rappresenta per me il terzo incontro con la voce e l’esperienza di Padre Amorth. Rispetto ai precedenti, questa opera si distingue per una struttura completamente diversa: non è un racconto lineare, ma una raccolta di domande e risposte, in cui ogni capitolo si apre con un quesito diretto a cui l’autore risponde in modo più sintetico e immediato.

Questo cambiamento rende la lettura più scorrevole, ma anche meno approfondita rispetto agli altri libri, nei quali venivano analizzati nel dettaglio singoli casi di esorcismo. Qui, invece, si ha una visione più ampia: vengono toccati molti temi, dalle esperienze personali ai fenomeni legati alla spiritualità e al male, senza soffermarsi troppo a lungo su ciascuno. È come ricevere una panoramica generale, un’introduzione a molteplici aspetti che invitano il lettore ad approfondire.
Uno degli elementi più forti del libro è la riflessione sulla figura dell’esorcista oggi. Padre Amorth sottolinea più volte come siano ancora troppo pochi e come, secondo lui, la Chiesa tenda a non dare sufficiente visibilità a questa realtà. Le ragioni? Da un lato il timore di spaventare i fedeli, dall’altro una certa incredulità diffusa, persino tra alcuni sacerdoti. Tuttavia, l’autore ribadisce con convinzione che credere in Dio implica necessariamente riconoscere anche l’esistenza del male.
Il libro affronta anche tematiche molto attuali e delicate: la cartomanzia, la magia nera, i falsi maghi e i ciarlatani che approfittano della fragilità delle persone chiedendo denaro in cambio di illusioni. Questi passaggi risultano particolarmente interessanti perché spostano il discorso da un piano puramente spirituale a uno concreto, quasi sociale.
Non mancano riferimenti ai casi di esorcismo, ma, come già accennato, vengono trattati in modo più rapido. Questo può lasciare un po’ di desiderio di approfondimento, soprattutto per chi ha apprezzato la narrazione più dettagliata delle opere precedenti. Tuttavia, proprio questa sintesi permette di esplorare un numero maggiore di situazioni e riflessioni.
Personalmente, il libro mi è piaciuto molto. Nonostante la minore profondità su singoli episodi, mi ha offerto numerosi spunti di riflessione, soprattutto sul piano spirituale. Come già mi era successo con gli altri testi di Padre Amorth, ci sono stati momenti in cui ho fatto fatica a proseguire nella lettura: gli argomenti trattati sono intensi, a tratti pesanti, e richiedono una certa predisposizione emotiva.
Ritengo che questo libro sia adatto a un pubblico ampio: non è necessario essere legati alla Chiesa cattolica per leggerlo. Può essere apprezzato sia da chi è interessato alla spiritualità, sia da chi lo affronta con curiosità culturale e informativa. Nel mio caso, la lettura nasce anche dal desiderio di avvicinarmi maggiormente alla dimensione spirituale e di conoscere non solo gli aspetti più luminosi della fede, ma anche quelli più oscuri e meno raccontati.
Infine, ciò che continuo ad apprezzare profondamente è la figura di Padre Amorth: un uomo che ha dedicato la propria vita a ciò in cui crede, affrontando una missione difficile e spesso poco compresa. Che si condividano o meno le sue convinzioni, resta una testimonianza forte e, a mio avviso, degna di essere conosciuta.
Consiglio questo libro?
Sì, sia a chi crede sia a chi è scettico: perché, al di là delle convinzioni personali, è una lettura che lascia qualcosa e invita a riflettere.
Elena
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