Tutte le strade portano a… I Promessi Sposi

Ogni lettura, film o serie televisiva che affronto sembra avere un filo invisibile che la lega ai “Promessi sposi”.
È un’esperienza che mi sorprende ogni volta perché non importa quanto l’opera appartenga a un genere completamente diverso o quanto sia lontana nel tempo e nello spazio dalla Lombardia del Seicento, ma io riesco sempre a scorgere motivi, dinamiche o personaggi che evocano le pagine di Manzoni.

A volte il parallelismo è sottile e possono essere un gesto o una frase che mi ricordano un episodio del romanzo; altre volte è più evidente, come strutture narrative simili o conflitti morali che riecheggiano Don Abbondio, Renzo, Lucia o Padre Cristoforo.

Parlando di questo con mio cugino, ci siamo accorti che un processo di lettura profonda trasforma un’opera in qualcosa di molto più personale e lo arricchisce di significato. Quando un libro colpisce davvero, non ci si limita a leggerlo passivamente: lo si studia e si riflette, rileggendo e annotando dettagli che al lettore superficiale sfuggono.
In questi casi, un libro non resta solo un testo, ma diventa una sorta di guida personale in cui ogni rilettura apre nuovi passaggi nascosti, crea nuove connessioni e dona insegnamenti che, in un approccio distratto, non emergerebbero mai.

Per mio cugino questo è successo con “Il Signore degli Anelli”, una lettura che ha affrontato con grande dedizione, scoprendo nella Terra di Mezzo un universo ricco di simbolismi, valori morali e insegnamenti che vanno oltre la semplice narrazione fantasy. Non stiamo parlando di briciole, si tratta comunque di testi dal valore riconosciuto a livello mondiale, ma nulla vieta che, per alcuni, il libro-guida sia un romanzo poco conosciuto o poco apprezzato.
Nel mio percorso, “Il Signore degli Anelli” è un viaggio ancora da intraprendere e sento che il momento giusto non è ancora arrivato. La curiosità è tanta perché sento che anche per me sarà una lettura importante, tuttavia anche il timore di non affrontarla nel migliore dei modi mi fa rimandare: vorrei godere pienamente dell’esperienza e viverla in maniera immersiva.

Ho sentito molte persone – con un’elevata percentuale di atei e agnostici – dedicarsi allo studio della Bibbia con un approccio più filosofico e spirituale che religioso.
Quindi la riflessione non riguarda il titolo in sé, ma il valore che assume per ogni lettore. Una lettura ha la capacità di influenzare il modo in cui percepiamo tutte le altre e ogni nuova storia diventa uno specchio che riflette ciò che è stato interiorizzato.



Per me, i “Promessi sposi” non è mai stato solo un romanzo scolastico o un classico da citare: è diventato una lente attraverso cui interpreto e collego tutte le altre letture, film e serie TV che mi attraversano la vita. Ogni nuova storia offre la possibilità di ritrovare, tra le sue pieghe, un frammento di esperienza manzoniana che sia il senso del destino, la complessità dei rapporti umani, la lotta tra coraggio e codardia o la speranza che resiste nonostante tutto.

Proprio questa capacità di creare connessioni profonde rende alcune opere davvero formative e capaci di accompagnare molto più a lungo di quanto si immaginasse inizialmente. Tale consapevolezza rende ogni lettura più intensa perché non è dato sapere quali sfumature o nuove consapevolezze celino, fosse anche solo qualche piccolo richiamo che faccia sorridere e pensare: “eccovi qui”.

Laura

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