Addio 2025, benvenuto 2026

Ciao a tutti, sono Elena.

È sempre strano salutare il vecchio anno, nel bene e nel male. Ogni anno ci lascia qualcosa, che sia positivo o negativo. Ricordo quando da bambina chiesi a mia madre se il 1996 sarebbe tornato, avevo 6 anni e mi spiegò che gli anni non si ripetono mai e che si va solo in avanti e aggiunse che era una fortuna visto che il 1996 era stato un brutto anno per noi. Questa cosa mi ha segnato perché la ricordo ancora adesso, in realtà ricordo la motivazione della domanda: eravamo parcheggiate in doppia fila ad aspettare i nonni e c’era un bidone della differenziata sul quale il comune di Genova aveva appiccicato un cartello (che è rimasto per anni sempre lo stesso, tra l’altro) sul quale era disegnata la campana della plastica del 1996 che veniva misurata con un metro, se non sbaglio da un bidoncino bianco dotato di naso occhi e bocca, ed era cresciuta in altezza rispetto agli anni precedenti. La raccolta della plastica era cresciuta, ma a me era sorta la domanda sul susseguirsi degli anni, perché dietro c’era la piccola campana del 1995.

A volte vorremmo che il tempo tornasse indietro e che ci desse una seconda possibilità: per rivivere alcuni momenti o per fare scelte diverse. Indietro, però, non si può tornare, come mi aveva insegnato la storia del bidoncino, si può solo andare avanti. E allora dobbiamo cercare di fare il meglio possibile.

Io e Laura ci impegneremo a essere attive sul blog e a pubblicare i nostri romanzi in cantiere. Dopo Il segreto degli alberi non abbiamo più dato vita alle nostre creazioni, ma la voglia è tanta!

Vi terremo aggiornati. Quali sono i vostri progetti? Buon 2026!

Elena e Laura

5 pensieri riguardo “Addio 2025, benvenuto 2026

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  1. Già, gli anni non tornano indietro e, sinceramente, lo trovo una condizione magari non sempre favorevole però sempre interessante e motivante.

    Progetti per il 2026 tanti, alcuni di lavoro, molti, essendo un felice pensionato, di sport e vita.

    Buon 2026 anche a voi!

  2. Io sto lavorando alla riscrittura del mio primo fantasy da mesi e quando riuscirò a finirlo spero che una delle case editrici specificializzate nel genere che ho trovato sui social valuti il mio romanzo, sarebbe bello riuscire a far valutare una volta per tutte anche il primo, ovvero quello che è un romanzo di formazione che racconta il processo di accettazione della diagnosi di autismo della protagonista durante l’ultimo anno di superiori con un percorso molto complesso a livello emotivo dove deve parlarne anche con gente nuova alla quale si legherà, da quel romanzo è nato il blog.

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