“Cadavere non identificato” di Patricia Cornwell

Bentrovati, sono Laura e, dopo anni a prendere polvere in libreria, mi sono decisa a leggere “Cadavere non identificato”. Come ho accennato, questo libro fa parte della nostra libreria da diversi anni. È stato un acquisto di Elena che lo aveva visto a casa di una sua compagna di scuola e ne era rimasta incuriosita. Approcciarmi a un libro che è stato presente nella nostra libreria per tanto tempo aggiunge un significato particolare alla mia lettura, facendomi riflettere sul suo percorso e sul perché non l’avessi mai letto prima. Questa attesa è stata in parte delusa.



Il titolo originale del romanzo è “Black Notice” e la traduzione italiana, “Cadavere non identificato”, è fedele al contenuto, ma la trovo meno evocativa. “Black Notice” è un termine usato in ambito Interpol per indicare una richiesta di informazioni sull’identità di un cadavere non identificato. Questo titolo originale, quindi, è più diretto e legato al gergo delle indagini. Il titolo italiano potrebbe essere stato scelto per essere più comprensibile al grande pubblico, sacrificando un po’ della precisione e del fascino del titolo originale. 

Pubblicato nel 1999 e ambientato nel 1996, il romanzo offre uno spaccato interessante sull’impatto delle nuove tecnologie, in particolare di internet, sulle indagini investigative dell’epoca che non viene visto di buon occhio, ma come un’inutile fronzolo che rende più macchinoso il lavoro delle forze di polizia. Il romanzo si colloca nel filone del thriller psicologico, ma a mio avviso, non riesce a raggiungere i vertici del genere.

La copertina dell’edizione che ho letto, con il suo sfondo giallo e la mano rossa, è indubbiamente d’impatto. Tuttavia, l’eccessiva stilizzazione dell’immagine e la sua immediatezza visiva rischiano di banalizzare la complessità del contenuto, riducendolo a un semplice spettacolo della violenza. La dedica a Nina Salter “Water and Words” rimane un elemento un po’ enigmatico e non aggiunge molto alla mia comprensione del libro, mentre la citazione dall’Apocalisse 16,4 (“E il terzo verso la sua coppa nei fiumi e nelle sorgenti delle acque, e diventarono sangue”) è potente e suggestiva, ma nel contesto del romanzo, la sua rilevanza mi è apparsa forzata.

La trama di “Cadavere non identificato” ruota attorno al ritrovamento di un cadavere non identificato e alle indagini condotte da Kay Scarpetta (una serie di successo dell’autrice). Sebbene l’intreccio presenti alcuni elementi di interesse, come le difficoltà personali della protagonista e le tensioni sul luogo di lavoro, lo sviluppo narrativo risulta a tratti prevedibile e privo di veri colpi di scena. Kay Scarpetta, pur essendo una protagonista forte e indipendente, appare a tratti stereotipata. Gli altri personaggi mancano di spessore psicologico e risultano poco credibili.

A mio avviso lo stile della Cornwell è appesantito da un uso eccessivo dei dialoghi, che non sempre si rivela efficace. Se da un lato i dialoghi dovrebbero rendere la narrazione più dinamica, dall’altro rallentano la prosa, rendendola a tratti ripetitiva. In un romanzo che fa parte di una serie, è comprensibile la necessità di portare avanti anche le trame secondarie e le relazioni tra i personaggi, ma in questo caso, “rubano” troppo spazio all’indagine principale, che ne risente in termini di ritmo e suspense. In generale, il romanzo presenta delle somiglianze con le opere di altri autori del genere thriller. Questo non è necessariamente un difetto, ma toglie un po’ di originalità al libro.

Non esistono trasposizioni cinematografiche o televisive della serie di Kay Scarpetta.

Ecco le citazioni che ho riportato nei miei appunti:
“Come è bella la vita! Non mi manca niente tranne la felicità”
“La crudeltà si pasce di ciò che percepisce come debolezza”

“Cadavere non identificato” è, a mio avviso, un thriller mediocre, che non riesce a soddisfare le aspettative. La trama è prevedibile, i personaggi sono poco approfonditi e lo stile è a tratti ripetitivo. Non credo leggerò altro di Patricia Cornwell, è un vero peccato. Speravo di scoprire una nuova autrice da apprezzare, ma questo libro non mi ha convinta, se voi l’avete apprezzata, cercate di indicarmi nei commenti un romanzo che possa farmi cambiare idea, mi farebbe piacere.

Laura

2 pensieri riguardo ““Cadavere non identificato” di Patricia Cornwell

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  1. Mi piacciono le tue osservazioni sulla resa dei titoli tradotti. Anche a me a volte piace fare questo genere di parallelismi. Comunque ho da poco iniziato “Le sette morti di Evelyn Hardcastle”. Ti aggiornerò sulle mie impressioni quando avrò raggiunto più o meno la metà 😊

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