Shirley Jackson è una maestra nel trasformare situazioni apparentemente ordinarie in esperienze inquietanti, e La Strega, nella raffinata edizione Adelphi con copertina viola, lo dimostra perfettamente. Il libro è brevissimo, composto da quattro racconti che si leggono in poco tempo ma che lasciano un segno profondo grazie alla loro capacità di insinuare un senso di disagio e straniamento.

Il primo racconto, “La Strega”, è forse il più disturbante: un bambino chiacchierone, una madre distratta e un incontro casuale su un treno si trasformano in un gioco perverso che gioca con i confini dell’innocenza e della paura. Jackson costruisce la tensione con dialoghi apparentemente banali che, letti con attenzione, rivelano un’inquietudine crescente.
“L’ubriaco” esplora invece uno scontro generazionale attraverso la conversazione tra una giovane adolescente e un uomo ubriaco durante una festa. Il dialogo, carico di un senso di smarrimento e pessimismo, mette in luce una visione dell’umanità in cui la disillusione non ha età, lasciando il lettore con una riflessione amara.
In “Charles”, l’ironia si mescola all’inquietudine: una madre ascolta le storie del figlio su un compagno di scuola terribile e indisciplinato, ma la Jackson è abilissima nel ribaltare la prospettiva, rivelando una verità ben più inquietante di quanto si possa immaginare.
Infine, “Il dente” porta il lettore in un viaggio quasi onirico e angosciante: una donna parte per sottoporsi a un’operazione odontoiatrica, ma l’esperienza si trasforma in una spirale di straniamento e perdita di identità. Qui Jackson gioca con la percezione della realtà e con il tema della dissoluzione del sé, rendendo il racconto uno dei più inquietanti della raccolta.
Pur essendo un libro brevissimo, “La Strega” racchiude tutta l’abilità narrativa di Shirley Jackson: con uno stile asciutto e dialoghi taglienti, l’autrice costruisce storie che, più che spaventare apertamente, insinuano un sottile disagio. L’orrore qui non è soprannaturale, ma nasce dalle piccole crepe nella quotidianità, dai rapporti umani e dalla fragilità della percezione.
L’edizione Adelphi valorizza appieno queste storie, offrendo un volume compatto ma intenso, perfetto per chi vuole scoprire il talento disturbante di una delle più grandi autrici della letteratura americana.
Elena
Ottima recensione! Apprezzo come sei riuscita a descrivere perfettamente l’abilità dell’autrice di creare un profondo senso di inquietudine partendo da cose all’apparenza banali e quotidiane.
Grazie mille!
Ottima recensione….
Grazie!