Quanti libri si devono leggere in un anno?

Il dibattito su quanti libri si debbano leggere in un anno è più acceso che mai, in un mondo dove sembra che la velocità e la produttività siano diventate le nuove misure del successo. Fino a qualche anno fa, anch’io ritenevo che leggere il più possibile fosse il segreto per una lettura appagante. Mi sfidavo a leggere decine e decine di libri l’anno, cercando di riempire ogni momento libero con una nuova storia. Tuttavia, col tempo, ho cambiato prospettiva e ho iniziato a rallentare, trovando in questa nuova modalità una gratificazione maggiore.

In passato, la quantità sembrava avere la meglio: leggere tanto significava per me sfruttare al massimo il tempo a disposizione, e mi sembrava che la lettura fosse quasi una corsa contro il tempo.    Ma – dopo aver divorato così tante pagine – mi sono resa conto che qualcosa mancava: la riflessione profonda su ciò che avevo letto. Spesso, finivo un libro per il puro piacere della lettura, ma ero davvero riuscita a carpire il. messaggio che l’autore voleva trasmettere? Avevo imparato qualche cosa da quella lettura? Come mi aveva arricchita?

Con il passare degli anni, ho riscoperto una dimensione diversa della lettura. Ho iniziato a preferire meno libri, ma letti con più attenzione. Ora prendo appunti, mi documento sul periodo storico in cui il libro è ambientato, specialmente quando si tratta di classici o di opere più complesse. Questo approccio mi permette di immergermi più a fondo nel testo, di cogliere sfumature che prima mi sfuggivano e di sviluppare una comprensione più profonda. Mi sono resa conto che leggere lentamente, riflettendo su ogni capitolo e tornando su passaggi particolarmente significativi, non solo arricchisce la mia esperienza, ma mi permette anche di apprezzare davvero la qualità dell’opera.

Mi chiedo se, in un certo senso, tornare a riflettere su quello che si legge non sia fondamentale per comprendere appieno un libro. Potrebbe sembrare che rallentare, approfondire, prendere appunti sia un approccio esagerato, ma per me si tratta di un modo per entrare in sintonia con l’autore e con la storia che ha voluto raccontare. Anziché correre verso la fine, adesso preferisco fermarmi e gustare ogni parola.

Forse, alla fine, la verità è che conta più la qualità che la quantità. Non ha senso imporsi di leggere un determinato numero di libri solo per il gusto di dire di averlo fatto. L’importante è che quei libri ci lascino qualcosa, che ci facciano riflettere, emozionare, o persino cambiare prospettiva su un argomento. In un’epoca dove tutto sembra dover correre, la lettura dovrebbe restare uno spazio personale, un luogo dove rallentare e prendersi il proprio tempo. Forse non è il numero di libri che leggiamo a fare la differenza, ma quanto profondamente quei libri riescono a toccarci.

Laura

26 pensieri riguardo “Quanti libri si devono leggere in un anno?

Aggiungi il tuo

  1. Ragionerei anche per pagine, oltre che per numero, poi la qualità si trova se si cerca.
    Chiaro che puoi leggere 10 libri \ anno di 1.000 pagine ciascuno come 30 da 300… quello dipende dal tempo che riesci a dedicare.

  2. 🎀 Punterei piu’ sulla qualita’ che sulla quantita’~ Esiste una percentuale libraria piuttosto scadente o insignificante (contenuti superficiali, o allineati e proni al pensiero unico.
    Buon pomeriggio!

  3. Ciao carissime, molto d’accordo. Preferisco “studiare” ogni libro che leggo, come una sorta di regista che deve realizzare un film (2023, 11 libri – 2024, 16). I numeri appaiono insoddisfacenti, ma dipende da ciò che si legge, se leggi Guerra e pace o La mia magica vacanza in Grecia, per dire… Ma leggo “a tempo perso” pertanto neppure tanto male, visto che quest’anno è toccato anche a “I miserabili”. Ora sto leggendo un libro altrettanto impegnativo Viaggio in Portogallo di Saramago… Leggo poi seguo il suo viaggio su Google maps… una follia…

  4. Sì, sono d’accordo. Diciamo che questa fissazione un po’ secondo me ce l’ha inculcata il web e i social. In tutte le nicchie che si occupano di lettura dal bookstagram a booktube etc… ci tartassano con sfide di lettura, gruppi, challenge e cose in cui conta leggere tanto. Io quest’anno ho letto di meno di quello passato; un po’ perché sono una lettrice fondamentalmente lente, un po’ perché è stato un anno complicato e quando me ne sono accorta mi sono sentita in colpa. E così mi sono resa conto di quanto questo meccanismo fosse penetrato nella mia percezione.

  5. Questo è un tema che vorrei portare anch’io sul blog perché mi sta molto a cuore. Ho passato momenti complicati quando dovevo rallentare le letture per paura di restare senza nulla da pubblicare. Ora sto scrivendo una tesi molto impegnativa e ho veramente poche energie per leggere. Mi rifiuto di contare i libri letti. Quando sento di gente che legge solo i dialoghi e salta a piè pari le descrizioni resto basita e penso che allora a quel punto fanno prima a leggere il copione di qualcosa, che è solo dialoghi e zero descrizioni. Nulla togliere alle opere teatrali, non è un paragone fatto per sminuire il genere, ma è un dato di fatto che non ha senso leggere un romanzo se salti capitoli interi o descrizioni. Anche se sono lunghe è strano saltarle e leggere solo i dialoghi senza contesto. Io leggo più libri contemporaneamente, è vero, ma mai più di uno al mese. Con gli audiolibri è diverso, ma vado a periodi pure con quelli.

      1. Sì, su Tik Tok è pieno di gente che lo afferma a cuor leggero. Io resto sempre senza parole a questa affermazione, sinceramente. E loro tecnicamente con quei libri ci lavorano perché sono le collaborazioni della casa editrici, quindi non so quanto sia conveniente dirlo con tutta questa nonchalance in un video. Convinti loro 🤷‍♀️

      2. Rileggndomi mi sembra quasi di suonare un pó troppo polemica e io di solito non lo sono così tanto. Ma avevo bisogno di sfogarmi e questo articolo mi ha dato l’input 🙈

  6. Se un passatempo deve diventare stressante come un lavoro full time, allora non è più un passatempo ma un obbligo. Condivido tutto quello che hai scritto!

  7. Leggere con lentezza come una lumaca per cogliere il senso profondo di una storia e capire i dettagli di un opera. Condivido il tuo bel post. Il vero lettore è un lento e predilige la qualità della lettura slow.

  8. Sono d’accordo, leggere non dovrebbe essere una sfida, nemmeno un impegno da assolvere. Ancora meno un’attività alla quale assegnare un record. Tuttavia, i dati parlano chiaro: in Italia si legge poco, o meglio, si leggono pochi libri. All’estero, sui mezzi pubblici è cosa normale vedere gente con la testa affondata su un volume, da noi affondiamo con gli smartphone. Io leggo una cinquantina di romanzi all’anno e non mi sento un lettore forte, però mi fanno sorridere quelle persone che mi dicono: “sai, io leggo tanto, quattro, cinque libri all’anno”. Mi fanno sorridere anche quelle che mi contattano perché vogliono scrivere un libro però non leggono, non hanno tempo per fare le due cose insieme.

    1. Esatto, chi scrive dovrebbe anche leggere. Molti scrittori emergenti non aprono un libro, si occupano soltanto di scrivere i loro romanzi, ma la lettura è fondamentale anche per migliorare le proprie tecniche narrative.

Rispondi a elenaelauraAnnulla risposta

Creato su WordPress.com.

Su ↑

Scopri di più da ◦ ღ ☼ Elena e Laura ☼ ღ ◦

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere