“Viaggio al centro della terra” di Jules Verne

Ciao a tutti, sono Laura.

Nonostante “Viaggio al centro della terra” sia considerato uno dei classici per ragazzi, io mi ci sono avvicinata solo di recente. In effetti, da bambina non ero mai stata particolarmente attratta dai romanzi d’avventura, e il mio primo vero incontro con Jules Verne è stato attraverso un libro che acquistai alle elementari, “Il giro del mondo in 80 giorni” . Ricordo che una casa editrice venne a scuola a proporci dei libri e, con un po’ di persuasione, riuscii a convincere mia madre ad acquistare tre volumi: uno era proprio “Il giro del mondo in 80 giorni” , uno era dedicato ai quiz mentali e l’altro conteneva esperimenti di scienze.



“Il giro del mondo in 80 giorni”, però, non lo lessi mai da bambina. L’ho fatto solo di recente, e devo dire che l’edizione in mio possesso si è rivelata piuttosto deludente. La traduzione, probabilmente vecchia, risultava poco scorrevole e anche visivamente il libro non era molto invitante, con un editing che rendeva la lettura un po’ pesante. La storia, invece, la conoscevo già grazie a una rappresentazione teatrale che vidi sempre alle elementari, nel nostro teatro cittadino. Quell’esperienza mi era piaciuta molto e mi aveva fatto apprezzare l’avventura raccontata da Verne. Tuttavia, sapevo che il vero cuore della sua narrativa si trovava nei suoi romanzi più fantascientifici.

Ed è così che sono arrivata a “Viaggio al centro della terra”, un libro che avevo sempre sentito nominare ma che non avevo mai avuto l’occasione di leggere. Verne, noto per la sua capacità di unire avventura e scienza, qui spinge oltre i confini della realtà, costruendo una storia che, seppur basata su alcune conoscenze scientifiche dell’epoca, si allontana inevitabilmente dal plausibile per avventurarsi nel puro regno della fantascienza. Del resto, raccontare un viaggio che conduce nelle profondità del pianeta, in luoghi mai esplorati, popolati da creature antiche e paesaggi incredibili, non poteva che richiedere un distacco dalle leggi della realtà.

Devo ammettere che, nonostante il genere d’avventura con un tocco fantascientifico non sia esattamente quello che mi entusiasma di più, “Viaggio al centro della terra” è stata una lettura piacevole. L’edizione che ho letto questa volta era ben curata, con un editing pulito e una traduzione che rendeva il testo scorrevole e accessibile. La storia, per quanto inverosimile, riesce comunque a catturare l’attenzione, offrendo momenti di suspense e meraviglia che, immagino, abbiano affascinato generazioni di lettori.

Verne aveva una straordinaria capacità di trasmettere il suo entusiasmo per la scienza, anche se qui è evidente come abbia dovuto mettere da parte il rigore scientifico per far spazio alla fantasia. È proprio questa capacità di alternare il possibile con l’impossibile che lo rende un autore così amato. Nonostante questo, confermo le mie impressioni generali: i romanzi d’avventura, specialmente quelli con sfumature fantascientifiche, non sono esattamente il mio genere preferito. Tuttavia, riconosco il valore di “Viaggio al centro della terra” e lo consiglio a chiunque cerchi una lettura leggera e avvincente, capace di farci tornare un po’ bambini.

Purtroppo, credo che le nuove generazioni, sempre più attratte dallo scrollare sui social e da una gratificazione immediata, trovino più difficile appassionarsi a letture di questo tipo. La dopamina rilasciata da un’avventura letteraria, per quanto avvincente, non può competere con quella istantanea che deriva dai contenuti online. Eppure, per chi è disposto a mettersi in gioco e abbandonare, anche solo per qualche ora, il mondo digitale, “Viaggio al centro della terra” offre un’occasione perfetta per immergersi in un’avventura senza tempo.

In conclusione, se avete qualche ora da dedicare a un classico e volete lasciarvi trasportare in un viaggio ai confini della terra (e della realtà), questo libro fa sicuramente per voi. Una lettura adatta a giovani e meno giovani, che continua a regalarci quella magia che solo i grandi racconti d’avventura sanno offrire.

Laura

4 pensieri riguardo ““Viaggio al centro della terra” di Jules Verne

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  1. Mai letto, prima o poi lo farò. Le traduzioni più vecchie sono tutte macchinose perché spesso i traduttori vogliono renderle troppo sofisticate con la controindicazione che poi il libro è illeggibile perché si sente che la traduzione non è adatta al periodo storico. Con i classici succede spesso.

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