Rileggere i classici: “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde” di Robert Louis Stevenson

Ogni tanto, sento il bisogno di tornare a quei libri che mi hanno colpito durante gli anni di scuola, ma che all’epoca forse non avevo ancora apprezzato appieno. E così, ho deciso di rileggere “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde” di Robert Louis Stevenson, un romanzo che avevo già incontrato durante le superiori. Allora mi aveva affascinato l’idea della dualità dell’animo umano, ma rileggerlo oggi, con una maggiore consapevolezza e maturità, ha avuto un impatto ancora più forte su di me.



Pubblicato per la prima volta nel 1886, “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde” racconta la storia del rispettabile dottor Henry Jekyll, che, nel tentativo di separare la sua parte buona da quella malvagia, crea una pozione che lo trasforma nel malvagio Edward Hyde. Jekyll pensa di poter controllare questa duplice natura, ma presto scopre che Hyde è molto più forte di quanto immaginasse. Il romanzo esplora profondamente il tema della dualità dell’essere umano, la continua lotta tra il bene e il male dentro ognuno di noi. È un racconto che non smette mai di stupire, sia per la sua trama avvincente sia per il suo significato simbolico.



Alla seconda lettura, quello che mi ha colpito è stata la raffinatezza con cui Stevenson costruisce il conflitto interiore di Jekyll. Anche se il libro è breve, la tensione cresce lentamente, trascinando il lettore in una riflessione profonda sul concetto di identità e sul desiderio di sfuggire alle proprie responsabilità morali. È affascinante come, nonostante il suo ritmo serrato, il romanzo lasci così tanto spazio all’introspezione.



Rileggendo “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde”, ho riscoperto l’eleganza dello stile di Stevenson. La sua scrittura è sobria, mai troppo elaborata, ma riesce comunque a catturare la complessità psicologica dei personaggi e a evocare atmosfere inquietanti. Quello che Stevenson non dice esplicitamente è spesso più potente di ciò che scrive, e questo silenzio è carico di tensione. C’è una precisione nelle descrizioni e nelle scelte lessicali che mi ha colpito, un uso delle parole che sembra amplificare l’angoscia e il senso di claustrofobia morale che attraversa il romanzo.

Laura

18 pensieri riguardo “Rileggere i classici: “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde” di Robert Louis Stevenson

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  1. Noi in università abbiamo usato questo romanzo per identificare l’effetto Jekyll/Hyde, ovvero che certi esperimenti non sono più riproducibili a causa di contaminazioni casuali che non si possono ricostruire.
    Lo usao ache oggi al lavoro quando non riusciamo a trovare una spiegazione! XD

    1. Secondo me, bisogna leggerlo quando si è pronti a capirlo. Quando viene “imposto” a scuola, a volte può risultare un obbligo e di conseguenza non sembrare interessante.

      1. Io avevo deciso spontaneamente di comprare quello, Dorian Gray, Cime Tempestose e Jane Eyre in lingua originale, ma poi ho perso interesse. Mi succede spesso. Li sto recuperando adesso.

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