“Il marchio dei draghi” di Brian Naslund – La prima recensione di Manuel

Buongiorno, mi presento. Sono Manuel e da oggi, per gentile concessione di Laura, mi occuperò della letteratura fantasy di questo blog. Spero solo di esserne all’altezza e ringrazio ancora per la possibilità concessami. Detto questo, recensirò “Il marchio dei draghi” di Brian Naslund.

Condannato a morte. Impossibile da uccidere. Una missione che cambierà la vita a un avventuriero che sfida la morte… Bershad doveva morire. Catturato mentre tentava di assassinare un nobile, è stato condannato a diventare un ammazzadraghi e a votare l’intera esistenza al servizio del regno. Tuttavia, non è morto. Al contrario, è diventato il più famoso giustiziere di draghi della storia, disprezzato dai suoi pari e dalla gente di terra a causa del suo marchio d’infamia. Ma ora tutto sta per cambiare. Quello stesso re che l’ha condannato gli offre un’occasione per sfuggire al suo destino: la testa di un sovrano in cambio della libertà. A Bershad non interessano gli intrighi della politica… Fin quando non scopre di essere l’unica persona in grado di salvare la vita di una ragazza innocente e, forse, di tutte le creature di terra.

La storia si svolge in un mondo popolato da innumerevoli specie di draghi che hanno, all’interno del romanzo, un rapporto simbiotico con la natura. La vicenda è narrata attraverso gli occhi di vari personaggi, tra cui spicca il protagonista: Silas Bershad, un nobile condannato a diventare un ammazzadraghi per crimini passati, equivalente a una condanna a morte. Tuttavia, egli non solo sopravvive ma diventa famosissimo.

(Racconteranno delle menzogne sul mio conto: goditele, ma non cercare mai la verità non ti piacerebbe affatto, Silas Bershad).

Ma anche l’apprendista alchimista Jolan, il misterioso Garret e la principessa Ashlyn giocheranno un ruolo fondamentale sia nel percorso di redenzione del protagonista, sia per il destino stesso del mondo, dove natura, scienza e forse anche un pizzico di magia, sono più simili di quel che si possa pensare.

Ho molto apprezzato questo libro che, anche se a tratti risulta un po’ lento, affascina tramite la dovizia di particolari dell’ambiente in cui la storia si svolge e porta finzione e realtà quasi sullo stesso piano. Il libro fa parte di una trilogia comprendente, oltre al suddetto, altri due volumi di cui forse parleremo in seguito. Consiglio la lettura a un pubblico prevalentemente young adult o adulto, date alcune tematiche un po’ delicate e per la crudezza di alcune scene descritte, ma ritengo che sia una lettura piacevole per qualsiasi appassionato del Fantasy.

Manuel

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