“Educazione siberiana” di Nicolai Lilin

Ciao a tutti, amici! Sono Elena e voglio parlarvi di “Educazione siberiana” di Nicolai Lilin. Il libro è molto diverso dal film che ho visto anni fa e di cui ricordo poco e che ho preferito al libro. Sì, perché, nonostante tratti un argomento interessante, lo fa in un modo molto lento e a tratti noioso. Ne ho comunque apprezzato la lettura perché si tratta di fatti realmente accaduti e di cui Nicolai Lilin, classe 1980, è stato testimone poiché nato e cresciuto in questo clan di “Urka siberiani”.

In Transnistria febbraio è il mese più freddo dell’anno.
Tira un vento forte e l’aria diventa pungente, pizzica sulla faccia; tutti quelli che escono per strada si coprono come mummie, i bambini sembrano bambolotti, impacchettati in mille vestiti, con le sciarpe fin sugli occhi.
Di solito nevica tanto, le giornate sono corte e il buio comincia a scendere sulla terra molto presto.
È in quel mese che sono nato io. Ero così malmesso che nell’antica Sparta senza dubbio mi avrebbero eliminato per via del mio stato fisico. Invece mi hanno messo nell’incubatrice.
Sono nato di otto mesi, uscendo con i piedi, e avevo un sacco di altre irregolarità. Un’infermiera gentile ha detto a mia mamma che doveva abituarsi all’idea che mi restava poco da vivere. Mia mamma piangeva, scaricando in una macchinetta il suo latte per me, da portarmi nell’incubatrice. Per lei non dev’essere stato un momento allegro.
Beh, a partire dalla mia nascita, io forse per abitudine ho continuato a procurare vari dispiaceri e togliere parecchie possibilità di vita allegra ai miei genitori (anzi, a mia mamma, perché mio padre in realtà se ne fregava di tutto, faceva la sua vita da criminale, rapinava banche e stava tanto tempo in galera). Non mi ricordo nemmeno quante ne ho combinate, da piccolo. Ma è naturale, sono cresciuto in un quartiere malfamato, proprio nel posto dove negli anni Trenta si sono sistemati i criminali espulsi dalla Siberia. La mia vita era lì, a Bender, con i criminali, e il nostro criminalissimo quartiere era come una grande famiglia.

Così comincia questo romanzo che racconta la vita di un ragazzo siberiano educato da un’intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, e cioè un “criminale onesto”. Le avventure di strada, le giornate al fiume, gli scontri tra adolescenti guerrieri. E soprattutto il sapere dei vecchi, che portano l’esistenza tatuata sulla pelle e trasmettono con pazienza e rigore il loro modo di capire il mondo.
La Transnistria  è uno stato indipendente de facto non riconosciuto dai Paesi membri dell’ONU, essendo considerato de iure parte della Repubblica di Moldavia: è governato da un’amministrazione autonoma con sede nella città di Tiraspol.
Il nome della regione deriva dal fiume Nistro (dal nome latinizzato del fiume Dnestr): la Transnistria è, infatti, posta sulla sponda orientale del fiume.

Questo romanzo è un insieme di racconti dettagliati sulla vita dell’autore e sulle usanze di questa comunità siberiana nella quale s’impara a uccidere da piccoli. La narrazione è cruda e spietata, così come la vita all’interno di questo clan, ma lo stile a volte può risultare noioso e poco coinvolgente. Lo considererei più un “documento storico” che testimonia fatti che non vengono spiegati sui libri di scuola e di cui non si parla alla tv. Mi è sembrato di leggere un diario molto personale dell’autore, nel quale riporta fedelmente episodi personali e ricordi del passato sotto forma di flash back. Se la intendiamo sotto questo punto di vista, allora la lettura diventa molto interessante e arricchisce il lettore di conoscenze molto ricercate. Ovviamente, se si cerca qualcosa di romanzato, non è questo lo stile appropriato. Sono rimasta colpita soprattutto, in quanto a parti crude, dal capitolo sul carcere minorile.

Senza pensare ho preso la mitica Tokarev di mio nonno e sono corso dietro ai poliziotti. L’unica cosa che sentivo era una specie di gioia di esistere. Mi sono fermato davanti a uno di loro, i suoi occhi erano stanchi e tristi. Ho mirato alla faccia, ho cercato di premere il grilletto con tutte le mie forze, ma non riuscivo a muoverlo di un millimetro. Mio padre ha cominciato a ridere: – Vieni qui, piede scalzo! Non va bene sparare in casa, non lo sai?

Si entra nella mentalità e nel mondo dei criminali proprio per la fedeltà con cui Lilin si attiene alle realtà vissute e si percepisce anche il suo attaccamento a personaggi importanti per lui.

– Guarda come siamo messi, figliolo… Gli uomini nascono felici, però si autoconvincono che la felicità è qualcosa che devono trovare nella vita… E cosa siamo? Un branco di animali senza istinto, che seguono idee sbagliate, cercando quello che già hanno…
Una volta, mentre eravamo a pesca, parlavamo proprio di felicità. A un certo punto, lui mi ha chiesto:
– Guarda gli animali, secondo te loro ne sanno qualcosa della felicità?
– Beh, penso che anche gli animali ogni tanto si sentono tristi o felici, solo che non riescono a esprimere i loro sentimenti… – ho risposto io.
Lui mi ha guardato in silenzio e poi ha detto:
– E lo sai perché Dio ha dato all’uomo una vita più lunga di quella degli animali?
– No, non ci ho mai pensato…
– Perché gli animali vivono seguendo il loro istinto e non fanno sbagli. L’uomo vive seguendo la ragione, quindi ha bisogno di una parte della vita per fare sbagli, un’altra per poterli capire, e una terza per cercare di vivere senza sbagliare.
Io lo andavo a trovare sempre, nonno Kuzja, specialmente quando stavo un po’ male o ero preoccupato per qualcosa, perché lui mi capiva al volo e riusciva a farmi passare tutti i brutti pensieri.

Consiglio la lettura di questo romanzo agli appassionati dei romanzi di criminalità e di periodi storici come questo. L’ho trovato un documento molto fedele e dettagliato. Vi avviso però che lo stile non appassiona e chi è alla ricerca di una lettura leggera potrebbe trovarlo noioso.

Elena

3 pensieri riguardo ““Educazione siberiana” di Nicolai Lilin

Aggiungi il tuo

  1. Vidi il film di Salvatores: e non era male!
    E la curiosità di leggere il libro è rimasta!
    Poi ho visto Lilin da Santoro e non mi piacque al 100% come persona… il ritardo nel reperire il libro è dovuto a quello…

Rispondi

Creato su WordPress.com.

Su ↑

Scopri di più da ◦ ღ ☼ Elena e Laura ☼ ღ ◦

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere