Buongiorno, amici! Sono Elena e oggi vi parlerò del romanzo di una scrittrice emergente che porta il mio stesso nome.
Ho avuto il piacere di conoscere Elena Inuso sui social e da lì, mi sono dedicata (seppure dopo un bel po’ di tempo, causa lista di libri da leggere infinita) alla lettura del suo primo romanzo, “Lo specchio dell’anima”. A breve, leggerò anche la sua seconda opera, “Io non credo nel destino”. (Maggiori informazioni sull’autrice qui https://www.elenainuso.it/).
Beh, che dire? Elena Inuso è stata una grandissima scoperta. Mi sono immersa fin da subito nella storia, e impiegato davvero poco tempo a portarla a termine, sarà anche perché Angela, la protagonista, è una ragazza che lavora in un bar, come me, e anche perché l’autrice usa uno stile di narrazione scorrevole e coinvolgente. Devo dire che la mia attenzione è rimasta alta durante tutta la lettura e non è assolutamente scontato, quindi, non posso che essere felice di consigliarvela.

Il romanzo tratta di due diverse storie: quella di una bambina, Gemma, che affronta il fallimento del matrimonio dei propri genitori cercando di mantenere la gioia di vivere, nonostante la distanza del padre e l’instabilità di una madre profondamente infelice; e quella di una giovane donna, Angela, che prova a distruggere piano piano la sua corazza di ghiaccio permettendo a un ragazzo appena conosciuto di farle scoprire cosa significa amare e fidarsi di qualcuno.
Due storie apparentemente sconnesse, ma che poi si legano inesorabilmente rivelando un trauma nascosto e una sconvolgente verità, la quale porta con sé la speranza di una rinascita, di una riscoperta di sé e delle proprie potenzialità.
La sua perfetta routine quotidiana era tutto ciò che aveva. E le bastava.
Stava bene da sola con se stessa, meglio che con chiunque altro al mondo. Non le serviva nulla che non potesse creare da sé, con le sue forze e la sua volontà.
La sua paura più grande era proprio che qualcuno o qualcosa riuscisse a portarle via le sue certezze e la sua stabilità, così faticosamente costruite nel tempo.
Non l’avrebbe permesso.
Mi sono ritrovata molto nelle parole di questa citazione. Spesso, quando una persona ha affrontato delle sofferenze, ha paura che qualcuno o qualcosa interferisca con la stabilità che è riuscito a crearsi a fatica.
Angela, ha avuto un passato difficile e quando Lorenzo piomba nella sua vita, per lei è difficile fidarsi e lasciarsi andare.
Lorenzo si rivela un ragazzo speciale, come ce ne sono veramente pochi nella vita, e che ognuna si augura di incontrare, ma purtroppo non è per niente facile e spesso, queste realtà rimangono soltanto bellissime da leggere nei libri o da vedere nei film.
“Voglio portarti da qualche parte l’anno prossimo. Dimmi una città che vorresti visitare.”
Lei rifletté un istante.
“Sarei curiosa di andare a Venezia, credo sia molto suggestiva… e romantica.”
“Ma lì possiamo andare quando vuoi, è vicina. Pensa più in grande.”
“Parigi?”
“Ancora più in grande.”
“Allora portami a New York” scherzò lei, divertita.
“Vada per New York, non ci sono mai stato neanch’io.”
“Perché, nelle altre che ho detto sì?”
“Potrebbe essere capitato, sì.”
“Che invidia.”
“Non dirlo di nuovo, partiamo domani e ti porto ovunque tu voglia.”
“Sì, e poi invece restiamo qui a sognare.”
“Vabbè, ma questo è il nostro piccolo universo. Abbiamo tutto, guarda…”
Quindi, da un lato c’è Angela, la ragazza che lavora in un bar di Milano e che deve fare i conti con le proprie insicurezze sentimentali e dall’altro c’è Gemma, una bambina che dovrà affrontare il trauma della separazione dei propri genitori, una separazione raccontata proprio dai suoi occhi e dalla sua fragilità di bambina che vede sgretolarsi sotto i piedi un mondo che fino a poco prima vedeva con spensieratezza e, come ogni altro bambino, considerava il suo rifugio sicuro dagli attacchi del mondo esterno.
Due storie diverse che, a un certo punto della narrazione, si legheranno in modo inaspettato. Ammetto di aver formulato delle ipotesi nella mia testa, ma di essere rimasta colpita da quanto mi fossi sbagliata.
I personaggi sono stati ben caratterizzati, ognuno con le proprie particolarità che mi hanno permesso di affezionarmi e di rendere la lettura ancora più piacevole e ricca di emozioni. I temi drammatici del romanzo, quali la separazione dei genitori e l’instabilità psichica di una madre, mi hanno fatto affezionare in modo particolare alla piccola Gemma, che ha occupato una parte del mio cuore.
Non mi resta che concedermi il secondo romanzo di quest’autrice emergente, che mi ha catturato con il suo stile, e consigliarvi la lettura se amate il genere rosa e drammatico. Non ve ne pentirete.
Elena
Mi piace MOLTO il concetto della paura che viene espresso, e anche io lo condivido.
Senza contare la citazione del luoghi che amo di più!
Sì, davvero una bellissima citazione, così come l’intero romanzo!
Anche il tuo post è bellissimo. Sono sempre più orgoglioso di essere da tempo un tuo follower.
Grazie mille!
Grazie a te per la risposta! 🙂