“Madame Claudel è in un mare di guai” di Aurélie Valognes

Ciao a tutti! Tantissimi auguri a tutte le mamme! Sono Elena e oggi vi parlerò di “Madame Claudel è in un mare di guai”, un fenomeno editoriale francese (così recita la copertina). Di solito, non leggo libri francesi perché sono più orientata su quelli inglesi e americani (questione di stile? O forse, il loro è semplicemente il mercato più vasto). Fatto sta che questo libro non è stato acquistato per mio volere, bensì perché si trovava in un box con altri due romanzi. Ogni tanto, è utile uscire dalla propria comfort zone e avventurarsi in qualcosa di diverso. Sebbene all’inizio i personaggi non mi piacessero e la storia mi annoiasse, l’ho rivalutato e posso dire che mi è piaciuto! Si tratta di una lettura piuttosto breve e che con un po’ di impegno si può concludere in poche ore, ma nasconde delle sorprese inaspettate.

Di cosa parla questo romanzo?

Ferdinand Brun vive a Parigi, al numero 8 di Rue Bonaparte, ha ottantatré anni e non gli piacciono le persone. Sfortunato dalla nascita – ha perso la mamma e la nonna quando era ancora piccolo –, è cresciuto nel risentimento, diventando introverso e taciturno. Purtroppo con il passare degli anni è addirittura peggiorato e così la moglie lo ha mollato di punto in bianco scappando con il postino, mentre la figlia e il nipotino sono andati a vivere dall’altra parte dell’oceano. Rimasto solo con la cagnolina Daisy, unico essere vivente degno del suo affetto, Monsieur Brun ha deciso di disertare il genere umano e di ridurre al minimo i suoi contatti con gli altri, compresi quelli con la portinaia, la detestata Madame Suarez. Un infausto giorno, la cagnolina Daisy muore e la settimana dopo Monsieur Brun rimane vittima di un incidente. Tutto è contro di lui, e quando la figlia lo mette di fronte all’ipotesi dell’ospizio, non gli resta che accettare l’aiuto di Madame Claudel, un’arzilla signora di novantatré anni, che abita al suo piano. Ma sarà l’arrivo della piccola Juliette, figlia dei nuovi condomini, l’unico evento in grado di scalfire il muro di diffidenza e scontrosità che il vecchio ha costruito intorno a sé.

***

All’inizio, il protagonista mi è risultato davvero antipatico e meschino: l’autrice tentava di renderlo simpatico mettendo dell’ironia nei suoi dialoghi, ma io le trovavo “uscite infelici” molto fastidiose. Poi, però, la storia si è fatta più curiosa e avevo davvero voglia di andare avanti (nelle prime pagine questo non succedeva). Inoltre, Ferdinand si è addolcito (un miglioramento dato dalla sua “crescita” visti i rapporti con le gentili Madame Claudel e Juliette che lo hanno instradato nella giusta direzione).

La storia è molto verosimile (tranne per alcune coincidenze che comunque favoriscono lo svolgersi dei fatti).

Un libro che merita di essere letto: non aspettatevi qualcosa di eccezionale e originale (non so cosa leggano i francesi di solito, ma questo è per loro un fenomeno editoriale), ma troverete una storia piacevole che si concluderà lasciandovi un piccolo sorriso (e magari vi metterà il buonumore).

Elena

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