“Il suggeritore” di Donato Carrisi

Ciao a tutti, sono Laura. Oggi voglio parlarvi dell’ultimo giallo che ho letto. Si tratta del romanzo d’esordio di Donato Carrisi, vincitore di numerosi premi. Mi sono avvicinata a questo autore leggendo “La ragazza nella nebbia” (la recensione qui) e, anche se non mi aveva particolarmente convinta, ho iniziato piena di aspettative questo romanzo.

Anche qui, l’idea e il mistero sono buoni e intrigano il lettore. La narrazione inizia con il ritrovamento di un macabro cimitero: le braccia di sei bambine disposte in cerchio. Di cinque vittime si conosce l’identità, si tratta di ragazzine scomparse e quindi le loro storie sono note (momento e luogo della scomparsa, caratteristiche particolari che potrebbero creare un nesso tra le vittime, ecc…). Una, però, è ignota ed è quella che la protagonista Mila Vasquez, investigatrice specializzata in persone scomparse, deve cercare.

Andando avanti con la lettura, si scopre che dietro a quelle braccia non c’è un semplice assassino. Infatti, ogni corpo viene ritrovato dalla polizia in luoghi particolari e, nelle indagini, vengono a galla molti altri delitti e molti altri criminali. Una tela intessuta dal serial-killer per mostrarsi nella sua interezza, per giocare con la polizia che continua a rincorrerlo senza risultati.

Lo stile è incalzante nelle scene d’azione, ma viene dato ampio spazio a ricordi e riflessioni che “interrompono” le indagini del lettore che vorrebbe concentrarsi sul delitto. La vicenda personale della protagonista non si fonde bene con l’intreccio del romanzo e mi è risultata pesante. Piazzata proprio al centro del romanzo, ho percepito lo stesso rallentamento de “La ragazza nella nebbia”.

Ci sono alcuni elementi prevedibili e scontati, ma non mi hanno turbata più di tanto.

L’autore non ha lesinato sui colpi di scena, sulla cruenza e il numero dei delitti; tutte le tecniche investigative esistenti vengono messe in campo (fa ricorso addirittura a medium e ipnosi). Non so valutare se questo sia un aspetto positivo o negativo: mentre leggevo non mi sono soffermata a pensare a questi dettagli (quindi positivo) ma, ripensandoci, forse alcune parti reggevano anche senza tutto questo artificio.

Un altro aspetto che non mi ha convinta tanto è stato il “riepilogo” che spesso veniva fatto. Può essere utile per il lettore sbadato, ma generalmente chi legge thriller ama gli indizi e li tiene a mente. Sembra quasi che l’autore non sia convinto dell’intreccio che ha creato e voglia evidenziare al lettore i vari collegamenti.

Dopo essermi soffermata sugli aspetti più stonati, devo però riconoscere che il romanzo mi è piaciuto. Alcuni capitoli mi hanno tenuta con il fiato sospeso e, nonostante le ore piccole (ultimamente sono diventata una lettrice notturna), ho “dovuto” leggerne ancora, tanto ero presa dalla trama.

Proprio per questo, ho comprato anche “La casa delle voci” sperando di poter beneficiare di questi momenti di coinvolgimento (accettando anche di sorbirmi le parti lente che – dopo questo 2 su 2 – temo siano la regola).

Consiglio la lettura a chi cerca un giallo con molti casi da risolvere, il filo conduttore sono le sei bambine scomparse, ma le indagini si spingono molto oltre. Lo sconsiglio, invece, a chi cerca un romanzo che incalzi e tenga incollati alle pagine dall’inizio alla fine, questo è un po’ intermittente.

Sono curiosa di conoscere le vostre impressioni, aspetto i vostri commenti.

Buona giornata!

Laura

12 pensieri riguardo ““Il suggeritore” di Donato Carrisi

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  1. Non sapevo fosse il suo romanzo d’esordi: ACCIPICCHIA! (per non dire altro)
    E’ anche stato il primo che ho letto, di suo, su consiglio di un’amica. Beh, lui è bravo con le storie, questo è fuor di dubbio.
    L’ho “recensito” su Goodreads tempo fa 🙂

    1. Sì, le sue trame mi piacciono un sacco. E, anche se dalla recensione può sembrare che abbia trovato molto da criticare, il fatto che io abbia sempre un suo titolo in lista è una buona cosa 😉

      1. Non è pefertto, sono d’accordo anch’io, però le storie valgono la pena di essere lette. E comunque il livello è alto, ma ci ha abituato bene e trovare pecché è una logica conseguenza! 😉

  2. mi ricordo anni fa che c’era nelle librerie (potrebbe anche solo 1 anno fa, la mia concezione spaziotemporale del passato è parecchio annacquata xD) e mi ha sempre fatto strano, mai piaciuta quella copertina.
    ma con la cosa della narrazione interrotta dai ricordi, non è che il racconto è di 200 pagine e poi ce ne sono altre 200 di annacquamenti vari tra flashback e storie parallele come in 90% dei libri di stephen king, vero???

    1. Ahimè ci sono parecchi annacquamenti ☹️ sinceramente avrei preferito un libro meno corposo (nonostante io ami i mattoni) ma veloce. Le interruzioni sono fastidiose soprattutto perché capita che interrompano dei “bei” momenti di tensione.

  3. È il primo romanzo che ho letto di questo scrittore e mi è piaciuto moltissimo, 👍. Un bel libro con una trama che mi ha portata varie volte fuori strada quando credevo d’aver capito chi fosse l’assassino e il colpo di scena finale mi ha letteralmente fatto dire: “Non me l’aspettavo proprio.”

  4. Bello, mi ha sempre ispirata parecchio ma è sempre rimasto nella lista dei libri da leggere prima o poi…Questa recensione mi ha stimolata parecchio!

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