“Lei mi avrebbe detto sì” di Manuel Pomaro

Ciao a tutti, sono Laura e ho appena terminato il libro di un altro autore emergente. Si tratta di “Lei mi avrebbe detto sì” di Manuel Pomaro.

La storia ruota attorno a un ragazzo – Ascanio – che sta vivendo una relazione spenta. Quando scopre il tradimento di Miriam, chiude definitivamente con lei. Per caso, incontra Lauren nei confronti della quale proverà subito attrazione. Conoscendola, però, scoprirà anche tristi vicende del suo passato che mineranno il loro rapporto.

È giusto credere che in prossimità di eventi catastrofici nascano le migliori storie d’amore?
Può una proposta di matrimonio portare allo stesso tempo gioia e disperazione?

L’autore, con dovizia di particolari, racconta la vicenda di Ascanio e Lauren, senza tralasciare tutti gli accadimenti “esterni” che si ripercuotono sulla coppia. Lo stile è scorrevole e coinvolgente. I personaggi hanno tutti una loro peculiarità; Lauren, inizialmente, mi è apparsa un po’ instabile, ma andando avanti nella lettura ne ho compreso il motivo. Miriam – così come il suo gruppo di amiche – è un po’ civettuola e può essere sembrare una “facile”, ma si rivela un’amica preziosa per Ascanio. Quanto a lui, non posso dire che mi sia stato particolarmente simpatico (già all’inizio, quando la storia con Miriam finisce, addossa tutta la colpa a lei, senza prendere minimamente in considerazione di essere stato per lei un compagno assente). La mia considerazione per lui è un po’ migliorata andando avanti nella lettura e ho sofferto per la sua storia.

Nel complesso, si tratta di un buon libro che mi ha coinvolta e mi sono dispiaciuta per come è andata a finire. Una storia intensa che tratta temi forti e lascia molti spunti di riflessione.

Una curiosità. Dopo l’epilogo, l’autore narra una storia tradizionale orientale legata alle farfalle (Lauren ha alcune farfalle tatuate e l’autore ci spiega il significato). Caso vuole che prima di leggere questo romanzo avessi letto “La donna dal kimono bianco” di Ana Johns – a breve arriverà la recensione – e proprio tra quelle pagine avevo letto questa storia. Si tratta di un breve racconto che fa riflettere e mi è rimasto impresso perché molto bello. Ve lo riporto per dar modo anche a chi non conosce questa leggenda di coglierne il significato.

La leggenda della farfalla blu narra di un uomo vissuto molti anni fa, rimasto vedovo e con due figlie di cui prendersi cura. Le due bambine erano estremamente curiose, intelligenti e desiderose di imparare. Per saziare la loro fame di conoscenza, riempivano in continuazione il padre di domande.
Talvolta egli dava loro risposte sagge, ma non sempre era facile convincere le due bambine o rispondere correttamente ai loro quesiti. Notando l’inquietudine delle sue due figlie, l’uomo decise di mandarle in vacanza presso un saggio che viveva sull’alto di una collina, per convivere insieme e imparare da lui. Il saggio si mostrò in grado di rispondere senza alcuna esitazione a qualsiasi quesito delle due bambine.
Un giorno, però, le due sorelle decisero di architettare un’astuta trappola per il saggio per poter misurare la sua sapienza. Una notte, le due idearono un piano: proporre al saggio una domanda alla quale egli non fosse in grado di rispondere.
– Come possiamo ingannare il saggio? Quale domanda potremmo fargli per coglierlo impreparato? – domandò la sorella minore.
– Aspettami qui, te lo mostro subito, – rispose la più grande.
La sorella maggiore discese la collina e, passata un’ora, tornò con il grembiulino chiuso a mo’ di sacco, nascondendo qualcosa.
– Cos’hai lì? – chiese la sorella piccola.
La maggiore infilò una mano nel grembiule e mostrò alla bambina una splendida farfalla blu.
– Che meraviglia! Cos’hai intenzione di farne?
– Sarà questa l’arma che ci permetterà di ingannare il maestro con una domanda a trabocchetto. Lo cercheremo e, una volta trovato, terrò la farfalla nascosta in una mano. Domanderò poi al saggio di dirmi se la farfalla che ho in mano sia viva o morta. Se egli mi dirà che è viva, stringerò forte la mano e la ucciderò. Se risponderà che è morta, la lascerò libera–. Accogliendo la proposta della sorella maggiore, entrambe le bambine si misero alla ricerca del saggio.
– Saggio, – disse la più grande, – sapresti indicarci se la farfalla che ho tra le mani è viva o morta?
Al che il saggio, con uno scaltro sorriso, rispose: – Dipende da te, essa è nelle tue mani.

Ciao,

Laura.

∼°♥°∼

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Inghilterra, 1948. Sulle verdi colline di Pineswood, Villa Lemon sorge elegante e sontuosa: il magnifico giardino e le stanze ampie e luminose non possono che far innamorare la nuova proprietaria, Endelaman Crosel, che ha finalmente l’opportunità di iniziare una nuova vita e realizzare il suo sogno di aprire un orfanotrofio. Il ricco e arrogante Lucas Blake, però, vede in questo progetto una minaccia alle sue lussuose ambizioni. Endelaman non si lascerà intimidire, lungo il suo cammino conoscerà molte persone animate dalle sue stesse buone intenzioni, degli amici fidati e un affascinante giardiniere. Ma l’inaspettato arrivo di un neonato a Villa Lemon risveglierà un’ondata di ricordi: un convento in Polonia nel 1910 e un terribile segreto, sepolto per anni, che tornerà alla luce cambiando per sempre il suo destino.

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