“La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi

Ciao a tutti, sono Laura. Ho appena finito di leggere “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi.
Sono incappata in questo romanzo per caso: mi è capitato sotto gli occhi mentre scorrevo una lista di titoli thriller e mi ha subito incuriosita. Conoscevo già di fama Carrisi, ma non avevo mai letto nulla di suo; così mi sono decisa e l’ho acquistato. Poi, pochi giorni dopo, parlando con un amico (che mi ha fissata con occhi sbarrati chiedendomi «Ma davvero non hai mai letto “Il suggeritore”?») ho pensato di avere un po’ da recuperare su questo autore italiano e così ho comprato anche il suo romanzo d’esordio, appunto “Il suggeritore”.

Ma torniamo al punto, “La ragazza nella nebbia” è un buon libro, ma devo ammettere che non l’ho trovato geniale. La storia è ben congeniata, svia più volte il lettore dalla verità, ma la narrazione ha subìto un po’ di rallentamento circa a metà del romanzo.

La vicenda si apre quando il fatto criminale è già avvenuto e le indagini si sono concluse. L’agente incaricato del caso – Vogel – riappare misteriosamente nella cittadina di Avechot; è in stato confusionale e ha i vestiti macchiati di sangue non suo.
Con l’aiuto dello psichiatra del paese, l’uomo ripercorrerà tutti i passi fatti nell’indagine, mettendo in luce alcuni aspetti non lusinghevoli del suo carattere (desideroso di notorietà e un po’ subdolo). A questo proposito, tutti i personaggi mi sono sembrati un po’ stereotipati: l’ispettore arrivista, la giornalista predatrice, la fanatica setta religiosa, la ragazzina casa-e-chiesa, ecc…

Il lettore segue le indagini del rapimento di Anna Lou dal punto di vista dell’ispettore Vogel fino a quando non entra in scena il primo e unico sospettato: da quel momento in poi, l’autore adotta anche il suo POV.

Con questo espediente, il lettore pensa di avere la certezza, nel corso della narrazione, di scagionare o smascherare definitivamente il sospettato. In realtà, fin dall’inizio si ha il sentore di quale sia la verità, ma tutto il libro è giocato su indizi e affermazioni ambigui che allontanano dalla soluzione del caso. Quando il mistero viene svelato, il fatto che la soluzione fosse sempre stata lì, ma non a portata del lettore mi ha lasciata con un po’ di amaro in bocca.

In conclusione, sono curiosa di leggere “Il suggeritore” per valutare ulteriormente questo autore che ha uno stile interessante. Consiglio il romanzo a chi cerca un thriller senza troppi intrecci, ma lo sconsiglio a chi ama seguire indizi e risolvere il caso.

E voi, lo avete letto? Esiste anche un film, lo conoscete? Aspetto i vostri commenti!

Laura

19 pensieri riguardo ““La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi

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  1. La narrazione subisce un rallentamento a metà libro… Poiché l’ho notato anch’io in vari libri che ho letto mi sono fatta un’idea. Penso che a metà libro ti accorgi che non sta venendo lungo come richiesto dalla CE, perciò allunghi il brodo.

    1. Sì, ho avuto un po’ questa sensazione. Sinceramente, avrei preferito un libro meno corposo ma sempre vivace. Anche perché la storia poteva filare veloce…

  2. Letto quest’anno: tra quelli di Carrisi, probabilmente questo è quello che mi ha soddisfatto di meno, anche se non posso che parlarne bene.
    Ho letto “Il suggeritore” un paio d’anni fa (molto bello) e, sempre quest’anno, “Il tribunale delle anime” e “Il cacciatore del buio”. Prima o poi prendo e leggo anche l’ultimo della “trilogia”.

    Comunque, se anche ci sono alcuni bassi nella narrazione, l’asticella è piuttosto elevata in tutte le opere di Carrisi! 🙂

    1. Le storie sono perlopiù ben congegnate, ma la qualità della scrittura mi pare sempre sotto il livello di accettabilità. In parole povere: è sciatto. Ma forse il problema è mio 🙂

      1. Allora, sulle storie, non posso dir nulla. Sulla scruttura non lo definirei sciatto, quanto essenziale, forse un po’ elementare, ma è anche la tendenza attuale.
        Non so come l’avrei scritta io una delle sue storie, però è anche vero che ogni genere è diverso e ci sono modo di raccontare e descrivere ad hoc, per cui definirlo sciatto mi sembra un eccesso.

        Però tieni conto che, dopo il trauma iniziale (per ogni libro da qualche tempo a questa parte) in cui non ritrovo il mio modo, poi mi lascio trasportare e finisco col dare maggior rilievo alla storia che al modo in cui è scritta… a meno di gravi carenze o madornali catastrofi linguistiche. 🙂

      2. Pensa che, parecchi anni fa, litigai con Baricco proprio perché aveva sostenuto che “come si scrive è più importante di quello che si scrive” (sic!). Ecco, Baricco è l’esatto contrario di Carrisi: scrittura elegante e raffinata, sostanza zero. Personalmente propendo per quelli che riescono a conciliare le due cose 🙂

      3. Sì, lo so che tu hai una predilezione per me… 😜
        Di Baricco ho letto solo “Castelli di rabbia” e molti anni or sono.

        Certo, la qualità della scrittura e del contenuto, se vanno di pari passo, è meglio. Poi, che a uno piaccia o meno uno stile di scrittura, è un altro paio di maniche! 🙂

    2. Sì, il livello è alto. Un buon romanzo e un bravo scrittore. Non vedo l’ora di leggere “Il suggeritore”, tutti me ne parlano stra-bene. Ma – come dico sempre – la mia lista di titoli è un mostro chilometrico, chissà quando arriverà nuovamente il turno di Carrisi 😀

      1. Non dirlo a me. E tieni conto che in autunno/inverno ho un calo della “libido-libresca”, quindi rallento il ritmo di lettura rispetto a primavera ed estate! 😅

      2. Io non seguo tanto le stagioni, non so di preciso cosa influenzi la mia fame-libresca 😂 sicuramente, però, la mia curiosità è viva in ogni periodo dell’anno e i titoli vengono aggiunti con regolarità 😂

  3. So che di questo libro c’è anche il film, sì. Non l’ho ancora letto ma di Carrisi ho letto “Il suggeritore” (fantastico, 👍👍👍👍) e “L’uomo del labirinto” (bello, ma ho preferito “Il suggeritore”), 🙂.

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