“Le ragazze della villa delle stoffe” di Anne Jacobs

Ciao a tutti! Sono Elena. Quello di cui vi parlerò oggi è il secondo volume della trilogia de “La villa delle stoffe”. Se non lo avete ancora fatto, leggete la recensione del primo libro che avevo scritto qualche tempo fa.
Ecco l’ordine di lettura:

  1. “La villa delle stoffe”
  2. Le ragazze della villa delle stoffe
  3. “L’eredità della villa delle stoffe”

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ꕥ⭒ღ❀☼∘ Trama ∘☼❀ღ⭒ꕥ

Augusta, 1916. Sono passati tre anni da quando la giovane orfana Marie bussò alla porta della maestosa Villa delle Stoffe, in cerca di un impiego come domestica per la ricchissima famiglia Melzer. Mai avrebbe immaginato di ritrovarsi un giorno ai piani alti, come moglie di Paul Melzer, erede dell’impero dei tessuti. Ammirata e invidiata dallo stuolo di cameriere e servitori che un tempo erano suoi pari, Marie non riuscirà però a godere a lungo della sua fortuna: la brutalità della Grande Guerra irrompe ben presto nel mondo incantato della villa, trasformata in un ospedale militare dove i feriti vengono accolti dalle amorevoli cure delle ragazze di casa. Intanto Paul è costretto a partire per il fronte, così come i mariti di Kitty e Lisa, mentre il palazzo e la fabbrica di stoffe si riempiono di nuovi personaggi: il giovane dottor Moebius, che con i suoi sorrisi incanta le domestiche e le infermiere; Grigorj, il prigioniero russo costretto a lavorare nello stabilimento, il cui sguardo cupo trafigge il cuore della sguattera Hanna; e infine il malinconico tenente Ernst von Klippstein, che sembra non avere occhi che per la bella signora di casa. Ma mentre Marie tenta l’impossibile per risollevare le sorti dell’azienda, giunge la notizia sconvolgente che il suo amato Paul è disperso in guerra, e la speranza di riabbracciarlo si fa sempre più tenue ogni giorno che passa…

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È stato davvero bello ritrovare i personaggi del primo libro e leggere le loro vicissitudini, ma se devo essere sincera, questo secondo volume non mi ha catturata tanto quanto il primo. Forse è stato un po’ troppo prolisso e i nuovi personaggi non mi hanno entusiasmata, sta di fatto che nutro migliori aspettative per il terzo della saga.

Come vi avevo detto nella prima recensione, si tratta di una saga familiare ambientata nella meravigliosa Villa delle Stoffe vicino alla quale sorge la fabbrica di stoffe della famiglia Melzer. Durante la Grande Guerra, la Villa delle Stoffe è stata tramutata in un ospedale dal quale traspare tutta la tragicità della situazione: vittime, feriti, mutilati…

Ritroviamo le vicende di Lisa e Kitty, le sorelle di Paul Melzer, alle prese con i loro matrimoni. E leggiamo anche di Marie, che dovrebbe essere la protagonista, ma a differenza di altri romanzi, è una protagonista “in secondo piano”. Mi sarei aspettata di leggere della sua sofferenza per Paul, distante e disperso, ma così non è stato. Questa originalità è un punto a favore del romanzo. Inoltre, Marie si è dimostrata una donna dal carattere forte, che ha saputo gestire la situazione sia alla villa che alla fabbrica, tenendo testa al suocero che spesso si intestardiva su alcune cose.

Il punto di vista della servitù che – nonostante abbia il suo da fare – non la smette mai di “spiare” i padroni è un altro punto di forza di questa saga. Il lettore vive la storia attraverso gli occhi e le orecchie del personale della villa.

I miei dubbi riguardano i nuovi personaggi: la storia del russo Grigorj con Hanna poteva essere trattata diversamente. Tra russi e tedeschi c’era astio per via della guerra e questo amore contrastato, a mio parere, andava sviluppato più a fondo. Così come la storia del dottor Moebius con la nobile Tilly: i genitori di lei non avrebbero mai approvato un matrimonio con un “semplice” medico, ma la cosa è quasi sottintesa e basta.

L’unica vicenda che mi è piaciuta in modo particolare è stata quella di Lisa, sebbene nel primo volume non provassi di certo simpatia. Si tratta di un personaggio che è cresciuto bene ed è maturato.

Insomma, questa seconda parte della saga mi ha convinta poco, ma già avevo letto altri pareri simili al mio. Sul terzo, alcune persone si sono espresse in modo positivo, perciò sono curiosa di leggerlo. Già lo possiedo, ma darò la precedenza a un paio di altri romanzi o poco più. La cosa certa è che, nonostante tutto, non abbandonerò mai la famiglia Melzer: resterò con loro fino alla fine.

Elena

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