“Neve a primavera” di Sarah Jio

Ciao a tutti! Come state? Spero bene. Sono Elena e questo è l’ultimo libro che ho letto. Vi anticipo subito che era da tempo che non leggevo un romanzo scritto così fluentemente e con una trama così bella. Sono amante della narrativa, in particolare le storie con intrecci fra presente e passato e un pizzico di passione fra i protagonisti. Non a caso, la mia scrittrice preferita è Lucinda Riley che è maestra in tutto questo.

Sarah Jio ha saputo creare una vicenda intensa che mi ha tenuta legata alle sue pagine e mi ha stupita positivamente per il modo in cui i fatti sono stati narrati: sembrava di essere assieme ai personaggi perfino quando la protagonista, Claire, era al bar a bere la sua cioccolata calda.

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Avevo letto “Il diario di velluto cremisi” della stessa autrice. Mi era piaciuto molto, sia per la trama che per lo stile di Sarah Jio, ma con “Neve a primavera” si è superata. In effetti, le recensioni che avevo letto criticavano aspramente il primo e non lo paragonavano minimamente al secondo. A me sono piaciuti entrambi, ma “Neve a primavera” è molto superiore, sia per l’intensità dei temi trattati che per la vicenda toccante. Inoltre, mi sono accorta che “Il diario di velluto cremisi” viene per primo in ordine cronologico e io, proprio per caso, l’ho letto prima. Claire è infatti amica di Emily, e le due si sono incontrate per alcune pagine in “Neve a primavera”. Se avessi letto per primo quest’ultimo, non avrei capito nulla poiché non avrei riconosciuto i personaggi. Questa cosa mi ha fatto molto piacere, perciò vi consiglio di leggere prima “Il diario di velluto cremisi” e poi “Neve a primavera”; non è strettamente necessario, ma entrambi meritano di essere divorati.

Ma di cosa parla “Neve a primavera”?

Blackberry winter…” bisbigliò.

“Scusami?”

“La neve a primavera. I meteorologi le chiamano Blackberry winter, ‘l’inverno delle more’, le ondate di freddo fuori stagione. Carino, non trovi?”

“Immagino di sì. Se non altro, avremo un titolo spettacolare”, ribattei, allungandomi per accendere il grill del forno. La lezioncina di Frank mi aveva fatto venir voglia di crostata alle more.

È il 2 maggio e, a Seattle, tutto è imbiancato, proprio come nel 2 maggio del 1933. Claire Aldridge, giornalista affermata, viene incaricata dal suo capo di scrivere un articolo su questa particolare coincidenza. Dopo alcune ricerche, si imbatte in un vecchio rapporto di polizia: Vera Ray denuncia la scomparsa del figlio di tre anni, Daniel. Questa vicenda sembra essere stata accantonata senza che nessuno avesse dato troppo peso alla cosa. Riuscirà Claire a scoprire che fine fece il piccolo?

I temi trattati sono molteplici e, primo fra tutti, la differenza fra i vari ceti sociali. Vera Ray era una donna povera con un bimbo: non “meritava” l’attenzione della polizia: forse, di tutto il romanzo, è stato questo a toccarmi di più il cuore.

Consiglio la lettura a tutti gli appassionati del genere, ma anche a chi vi si approccia per la prima volta: non ve ne pentirete.

A presto!

Elena

8 pensieri riguardo ““Neve a primavera” di Sarah Jio

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  1. E’ bello quando gli scrittori riescono a farci sentire parte di una storia, non come spettatori, ma come se fossimo davvero lì. E’ un dono che non tutti hanno.

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