“Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno” di Benjamin Stevenson

Ciao a tutti, sono Elena!

Ho appena terminato “Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno” di Benjamin Stevenson e devo dire che è stata una lettura davvero particolare, diversa dal classico thriller/giallo a cui siamo abituati.

Fin dalle prime pagine, il protagonista, Ern Cunningham, stabilisce un rapporto diretto con il lettore: rompe la quarta parete, promette sincerità assoluta e dichiara apertamente le regole del “giallo perfetto”. Questo espediente narrativo crea un tono colloquiale e quasi complice, che rende la lettura originale e coinvolgente. Non è solo una storia da seguire, ma un gioco intellettuale in cui il lettore è chiamato a partecipare attivamente.



La trama si sviluppa attorno alla riunione della famiglia Cunningham in un hotel isolato tra le montagne innevate. L’occasione è il ritorno di Michael, il fratello di Ern, in procinto di uscire di prigione per omicidio. Ma ciò che rende tutto ancora più intrigante è il presupposto iniziale: ogni membro della famiglia ha ucciso qualcuno. Questo dettaglio, rivelato senza mistero fin dall’inizio, ribalta completamente le aspettative tipiche del genere.

La narrazione procede come un puzzle: le informazioni non vengono fornite in modo lineare, ma distribuite a tasselli, con continui salti tra presente e passato. Questo stile può risultare insolito, ma personalmente l’ho trovato stimolante e ben costruito. Ogni capitolo aggiunge un pezzo al quadro generale, mantenendo alta la tensione.

Avevo letto opinioni contrastanti prima di iniziarlo: alcuni lo definivano lento o addirittura noioso. Al contrario, l’ho trovato avvincente proprio per la sua struttura e per il modo in cui gioca con le regole del giallo. È vero, a tratti si sofferma su dettagli che possono sembrare superflui, ma contribuiscono a creare un’immersione completa nella dinamica familiare.

Il colpo di scena finale potrebbe dividere: per alcuni forse prevedibile o poco sorprendente, ma personalmente l’ho apprezzato. Non tanto per l’effetto shock, quanto per la coerenza con tutto il percorso narrativo.

Un altro aspetto che mi ha colpita è lo stile dell’autore. Non avevo mai letto nulla di uno scrittore australiano e questa è stata una scoperta piacevole: fresco, intelligente e capace di mescolare ironia e tensione.

In definitiva, è un romanzo che consiglio a chi ama i thriller/gialli fuori dagli schemi, ricchi di segreti familiari e costruiti in modo non convenzionale. Con le sue circa 370 pagine, richiede attenzione, ma ripaga con una storia originale e ben orchestrata.

Per me è decisamente promosso.
Elena

Rispondi

Creato su WordPress.com.

Su ↑

Scopri di più da ◦ ღ ☼ Elena e Laura ☼ ღ ◦

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere