Ogni volta che esco con l’ombrello lungo tra le mani, sento un piccolo piacere che va oltre la sua funzione pratica. Non amo gli ombrellini ripiegabili da mettere in borsa, così discreti, così invisibili: il loro spazio minimo, la loro leggerezza, non mi dicono nulla. Il mio ombrello è lungo, con il manico ritorto che scivola perfettamente tra le dita. Prenderlo e portarlo con sé è un gesto consapevole, frutto della valutazione del tempo atmosferico e dei miei impegni. Devo chiedermi se starò all’aperto e per quanto tempo. E rimane un pensiero consapevole durante tutta la giornata, non mi perdonerei mai di averlo dimenticato in qualche portaombrelli.
Psicanalisticamente parlando, l’ombrello può assumere diversi significati. Sigmund Freud, quando rifletteva sugli oggetti e sui gesti quotidiani, spesso sottolineava come le cose che scegliamo di avere o di portare con noi possano diventare simboli del SÉ, estensioni di protezioni interiori. In quest’ottica, l’ombrello lungo non è solo uno strumento contro la pioggia: può rappresentare una barriera contro il mondo esterno, un confine che dichiara “sono preparato, so proteggermi”. Può essere simbolo di prudenza, ma anche di una sorta di calma eleganza, di uno stile che non si nasconde.
Jacques Lacan, in un’interpretazione più contemporanea, avrebbe forse visto in questo oggetto un “significante”: l’ombrello lungo diventa il segno visibile di un tratto caratteriale, della relazione tra il SÉ e l’ALTRO, tra la vulnerabilità e la difesa. Portarlo non è solo pratico, è un’affermazione e una sicurezza: protegge ma al contempo comunica qualcosa agli altri.
In chiave simbolica, l’ombrello può richiamare anche figure archetipiche: come uno scudo leggero che accompagna il cammino, o un bastone che diventa estensione del corpo. Il manico ritorto, elegante e solido, aggiunge un elemento di continuità: è una forma antica, familiare, rassicurante. Non è casuale prediligere questa tipologia di ombrello: il ripiegabile da borsa offre efficienza, ma priva di presenza scenica e di quella sensazione tattile che trasmette sicurezza e comfort psicologico.
In termini di tratti caratteriali, chi sceglie un oggetto così visibile e un po’ “maestoso” come l’ombrello lungo potrebbe avere un rapporto intenso con la protezione – propria e altrui – e un bisogno di preparazione al mondo esterno. Non si tratta di rigidità, ma della consapevolezza dell’incertezza che ci circonda.
In fondo, come molti oggetti scelti con cura, l’ombrello diventa estensione del corpo e del carattere. Non è solo protezione dalla pioggia, è protezione dell’identità, dei confini personali e dei gesti che definiscono chi siamo nel mondo.
Laura
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