Ciao a tutti! Ci scrive Valentina Casarotto, autrice di “Diva d’acciaio” Gaspari Editore 2023. Vi suggeriamo di visitare il suo sito: https://valentinacasarotto.blog/
Dopo aver dato un’occhiata a copertina e trama, potrete leggere l’intervista all’autrice.

Attraversando l’Europa nel biennio che precede l’inizio delle ostilità, Clare intervista molti personaggi dell’entourage della baronessa per smascherarne i veri intenti. Dall’infanzia dorata alla corte degli zar, al matrimonio da favola, dalla fuga rocambolesca a Parigi, ai difficili inizi come artista, dagli amori saffici, alla difficile relazione con d’Annunzio al secondo matrimonio, in un girotondo tra mondanità e arte.
Spetterà a Clare il compito di dipanare gli eventi tra menzogna e verità, senza rimanere invischiata nelle trame di malìa della pittrice e dei suoi dipinti.
Cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo storico su Tamara de Lempicka?
Il suo stile mi ha conquistata, sin dalla prima mostra che ho visitato a Roma, nel lontano 1994. Poi ho visitato altre mostre, Roma e Milano, e quando ho iniziato la stesura, ho constatato che non vi erano romanzi italiani sulla vita di questa pittrice così originale. Gli amici poi mi hanno spinto, con insistenza, a colmare questa lacuna.
Quali sono stati i principali elementi della sua vita che ti hanno affascinato e ispirato per il tuo libro?
Il romanzo è costruito sui personaggi che Tamara ha incontrato, amato e ritratto nella prima parte della sua vita. E non poteva essere diversamente. Per me la scrittura è un procedimento prima visivo che poi diventa parola, come diceva Italo Calvino. La sua vita, avventurosa, spregiudicata, modaiola è ricostruita meticolosamente, nella finzione narrativa, attravrso le interviste che la giornalista Clare Bryce realizza negli anni 1938-40. Vita e arte però sono indissolubilmente intrecciati. Per un riassunto della sua vita, si può consultare la voce biorgrafica che ho stilato per l’enciclopedia delle donne https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/tamara-de-lempicka
Quanto tempo hai impiegato per completare il romanzo, dall’idea iniziale alla pubblicazione?
L’idea è maturata nella primavera del 2014. Ho trovato conferme del mio impianto narrativo nei documenti pubblicati in occasione della mostra di Torino/Verona dell’anno dopo. Poi c’è stata una pausa, di quasi due anni per motivi personali e per la pubblicazione della mia tesi di dottorato. Finalmente nel 2018 ho ripreso le fila del romanzo. Negli anni ho stilato almeno 4/5 stesure e nel 2022 il libro era concluso. C’è però voluto un anno per trovare un nuovo editore, ma sono stata ripagata dall’esser entrata a far parte della Casa Editrice Gaspari di Udine.
Ci sono episodi o dettagli della vita di Tamara che hai deciso di omettere? Perché?
Il focus del romanzo è la ricostruzione della prima parte della vita di Tamara de Lempicka, dalla nascita nel 1894 fino al 1940, cioè fino al suo trasferimento negli Stati Uniti. Come storica dell’arte mi interessava la sua vita da artista di grido negli anni 20-40. Nella seconda parte della sua vita, Tamara vive altri 40 anni, più come una baronessa che come artista, diventando un eccentrico personaggio che è citato nelle cronache mondane tra America e Messico. Ci sarebbe materiale interessante per scrivere un altro romanzo, ma lascio il compito ad altri. Io ho trattato la parte che mi vedeva più coinvolta.
Quale messaggio speri che i lettori colgano dalla vita di Tamara e dal tuo romanzo?
Mi piace pensare che il romanzo possa risvegliare l’interesse sulla storia dell’emancipazione femminile. La vita di Tamara s’intreccia a quella di molte altre donne – cantanti, galleriste, ballerine, giornaliste – all’epoca famose, che oggi sono dimenticate o poco note. Il libro le ricorda per ridare loro voce e dignità. E’ una responsabilità che sento quella di far rivivere il passato, dando risalto “all’altra metà del cielo”.
Hai scelto un tono o uno stile narrativo particolare per questo romanzo? Se sì, quale e perché?
Ho scelto l’invenzione narrativa della spy story perchè era molto plausibile. Così come la struttura narrativa corale mi permetteva di raccontare la vita di Tamara de Lempicka attraverso gli occhi dei suoi conoscenti, amici e amanti.
Mi sembrava che una personalità così complessa e originale non potesse esser descritta da una voce sola.
Quale tipo di lettore hai immaginato durante la scrittura di “Diva d’acciaio”?
Il mio lettore tipo è uno interessato alla storia, al femminile, all’arte e ai romanzi che raccontano storie vere. Nel libro si respirano gli Anni Ruggenti, le notti folli parigine, ma anche si racconta l’avanzata insesorabile del nazifascismo, l’inizio del secondo conflitto mondiale, e molto altro.
“Diva d’acciaio” è il tuo primo romanzo storico? Se no, come si differenzia rispetto ai tuoi lavori precedenti?
Diva d’acciaio è il mio secondo romanzo. Il primo libro, pubblicato nel 2012, verrà ripubblicato nel 2025 da Gaspari Editore. “Il segreto nello sguardo: Memorie di Rosalba Carriera prima pittrice d’Europa” è un romanzo storico sulla vita della celebre (in vita certamente) pittrice veneziana. Il secolo e la struttura narrativa sono molto diversi, come lo erano le due artiste, e le mie scelte hanno tentato di rispettare i personaggi, il senso del tempo e la ricostruzione storica più possibile attendibile dei luoghi e dei costumi.
Qual è stata la parte più gratificante e quella più impegnativa nel lavorare su questo libro?
La parte gratificante è il lavoro di costruzione dello scheletro dell’opera, il recupero delle informazioni, lo studio e ovviamente la scrittura. La parte impegnativa è l’affrontare un aspetto delicato o una fase della vita del personaggio difficile da rendere in modo corretto. In “Diva d’acciao” il capitolo più impegnativo e ostico è stato quello su Gabriele d’Annunzio, mentre il capitolo più veloce e scoppiettante è stato quello su Filippo Tommaso Marinetti.
Hai già nuovi progetti in cantiere? Pensi di esplorare ancora il genere storico?
Il romanzo storico è il mio genere, non sapresi scrivere altro. Sto ultimando un manoscritto e ne ho già un secondo in cantiere.
Ma non faccio pronostici né previsioni. Saranno comunque romanzi su donne artiste, alcune famose, altre meno. Sempre voci interessanti da far rivivere in questo secolo attraverso le parole.
Hai qualche consiglio per chi vuole scrivere romanzi storici o raccontare vite di personaggi famosi?
Posso condividere i miei precetti: rispetto per il personaggio, rigore nella ricerca storica, una sana incoscienza nell’accettare le sfide della scrittura con umile determinazione.
Grazie Valentina per aver risposto alle nostre domande, speriamo di aver incuriosito voi lettori del nostro blog! Fateci sapere qualcosa nei commenti.
Elena e Laura
🎀 Un romanzo sicuramente accurato e puntuale nelle figure rappresentate …
Buon pomeriggio!
Buon pomeriggio, Paola!💞