“La volpe e il pesto” (Seconda e ultima parte) di Elena Canepa e Laura Canepa

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“La volpe e il pesto” (prima parte) – di Elena Canepa e Laura Canepa

 

«Mmm, cos’è questo buon profumo?» disse fra sé.

L’odore proveniva dalla cucina ma l’animale non sapeva come entrare dato che la finestra era chiusa.

Doveva farcela, ma come?

Si guardò intorno ed ecco! Un buco nel muro!

Tutta felice decise di infilarvisi, questo l’avrebbe condotta proprio verso il suo pasto. Ma quanto era stretto! Fortuna che non mangiava da giorni ed era diventata secca secca.

Sbucò dall’altra parte e si ritrovò in paradiso: ovunque posasse lo sguardo vedeva prelibate leccornie. Aveva a disposizione le cose più succulente, ma il suo fiuto la condusse verso la mensola dove si trovava una deliziosa crema verde.

Era pesto, che meraviglia!

La volpe non ci pensò due volte: saltò sul ripiano, afferrò del pane e iniziò ad intingerlo nel condimento. Le sue papille gustative erano in visibilio e in men che non si dica il mortaio fu ripulito.

Restava solo una goccia di pesto, sufficiente per ancora un ultimo boccone. La volpe si guardò intorno: senza accorgersene aveva mangiato tutto il pane, l’intera scorta del convento!

«Sì, ho mangiato a sazietà: da troppo tempo facevo la fame» disse tra sé e sé l’animale.

Nel mentre sentì un rumore: qualcuno si stava avvicinando.

Svelta e silenziosa la volpe saltò giù dalla mensola e si diresse verso il passaggio nel muro. Quando fece per entrare non ci riuscì: la fessura era troppo stretta.

«Com’è possibile?» pensò la povera sfortunata.

I passi si fecero più vicini, la volpe tentò nuovamente di fuggire ma tutti i suoi sforzi furono vani.

Poi capì.

Si tirò indietro e si guardò la pancia: era bella piena e tonda. Ecco perché adesso il passaggio le sembrava così stretto: quando era entrata era magrissima. Le era impossibile uscire, era in trappola.

Si guardò intorno disperata ma non c’era via d’uscita.

La sua fine era vicina: se qualcuno l’avesse trovata lì, non l’avrebbe fatta franca.

In quel momento entrò fra Enrico che la vide e si mise ad urlare: « Vegnî, vegnî gh’é l’órpe!» (venite, venite c’è la volpe!).

Foto di azazelok da Pixabay

Subito i frati accorsero in cucina muniti di bastoni, decisi ad acchiappare la responsabile di parecchi furti.

Per la volpe non c’era via di fuga; gli uomini la circondavano da tutti i lati, facendosi sempre più vicini.

Lei era troppo goffa, con quella pancia ingombrante, per scappare.

Ad un tratto uno dei fratelli scoppiò a ridere. Tutti si voltarono a guardarlo sconcertati e questo disse: «Guardate fratelli! La nostra ospite ha gradito parecchio il pesto di fra Enrico» e rise nuovamente.

Anche gli altri si unirono alla risata e scherzando dissero: «Come darle torto, quel pesto è sopraffino!».

A quel punto intervenne il superiore: «Fratelli, lasciamola scappare. Anche lei è una creatura del Signore!» e così dicendo si rivolse alla bestia: «Vai e non farti più vedere!».

La volpe non se lo fece ripetere due volte: più svelta che poté si diresse alla porta e scappò lontano verso il bosco.

Fra Enrico, rosso in volto, stringeva i pugni dalla rabbia.

«Calma, calma fratello!» gli disse padre Saverio con un’amichevole pacca sulla spalla.

«Ci arrangeremo con la goccia di pesto che la volpe non ha finito e domani lo preparerai di nuovo!» conclusero gli altri.

Con una risata generale si riempirono i piatti e dopo la solita preghiera, si riempirono anche le pance.

Immagine di azazelok da Pixabay

La volpe e il pesto: Copyright © Elena Canepa e Laura Canepa – Tutti i diritti riservati

18 pensieri riguardo ““La volpe e il pesto” (Seconda e ultima parte) di Elena Canepa e Laura Canepa

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  1. Eh beh il pesto genovese è sempre …il pesto genovese!!! Come darle torto! Ce la vedo con le zampine a pucciare il pane!!!! Però ora capisco anche una cosa, ogni volta che mi mangio un piatto di trenette al pesto (che faccio io con la ricetta del mio nonno zeenese ) la mia pancia diventa un pallone !! Ne mangerò troppo????

  2. Quando ho letto la prima volta il titolo ho pensato che ci fosse un qualche riferimento a “La volpe e l’uva”, ma mi sa che ho preso un granchio… che non c’entra niente con pesto, volpe e uva, ma è ugualmente una prelibatezza! 😀

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