Il cielo sopra Milano non era azzurro, né plumbeo, ma di un colore malaticcio, simile al riflesso dell’ottone ossidato che ribolliva sopra una coltre di nebbia perenne. Non era la nebbia amica dei canali o quella che accarezza i campi di Pescarenico all’alba; era un miasma denso, un respiro pesante che puzzava di zolfo e... Continua a leggere →