Nel tardo autunno del 1628, quando la nebbia del lago saliva fino a cancellare le strade e pareva che il mondo fosse diventato una stanza chiusa, un ragazzo di nome Giacomo attraversava a piedi la valle che portava verso Lecco. Aveva le mani intirizzite, una scarsella quasi vuota e una domanda che gli bruciava in... Continua a leggere →