Introduzione alla Saga di Blackwater
La saga di “Blackwater”, scritta da Michael McDowell e pubblicata originariamente nel 1983, è una delle opere più originali del Southern Gothic contemporaneo. Ambientata nella città fittizia di Perdido, in Alabama, a partire dal 1919, la storia ruota attorno alla potente famiglia Caskey e all’enigmatica Elinor Dammert. L’arrivo di Elinor, sopravvissuta a un’inondazione misteriosa, sconvolge equilibri consolidati e svela segreti sepolti, dando il via a conflitti generazionali e tensioni che attraversano decenni.
In Italia, la saga è stata riscoperta grazie all’edizione di Neri Pozza del 2023, che ha pubblicato i sei volumi separati con cadenza quindicinale, valorizzando sia il contenuto narrativo che l’esperienza di lettura. La divisione in volumi brevi ha creato un vero e proprio “effetto serie TV”, mantenendo alta la curiosità dei lettori e rendendo la saga accessibile anche a chi non legge regolarmente romanzi lunghi.
Horror gotico e sovrannaturale: il mistero che avvolge Perdido
Uno dei tratti distintivi di Blackwater è l’integrazione dell’horror gotico in un contesto di romanzo familiare. McDowell dosa con precisione gli elementi soprannaturali: fenomeni inspiegabili, creature enigmatiche e poteri quasi mitici si manifestano gradualmente, senza mai sconvolgere la logica interna della storia. Questo approccio rientra nel concetto di “meraviglioso esotico” teorizzato da Todorov, in cui gli eventi straordinari non richiedono spiegazioni, ma aumentano la fascinazione del lettore.
Il fiume Blackwater, con le sue acque limacciose e le paludi circostanti, è un vero e proprio personaggio, protagonista di inondazioni, misteri e legami soprannaturali. Elinor Dammert possiede un rapporto quasi mistico con l’acqua: la sua presenza sembra influenzare il clima, la vita e la morte dei personaggi, creando un’atmosfera strana e inquietante.
La realtà matriarcale dei Caskey: donne al centro del potere
Un altro tema centrale della saga è il ruolo predominante delle donne. La famiglia Caskey è guidata da matriarche forti e determinate:
– Mary-Love Caskey è la matriarca, abile negli affari della segheria e nella gestione della famiglia. La sua personalità è accentratrice, manipolativa e capace di controllare uomini e figli con fermezza.
– Elinor Dammert, misteriosa e carismatica, arriva a Perdido durante la piena del 1919 e sconvolge l’ordine stabilito. La sua capacità di accumulare ricchezze, intuire opportunità e guidare la famiglia la porta a diventare la nuova matriarca del clan.
– Miriam, figlia di Elinor, diventa il fulcro della continuazione della dinastia, lavorando instancabilmente per incrementare la fortuna della famiglia.
Gli uomini, al contrario, sono spesso comprimari. Delegano le decisioni importanti alle donne e seguono le loro direttive, confermando la centralità femminile nella vita di Perdido. Questo ribaltamento dei ruoli tradizionali conferisce alla saga un’originalità rara, dove le donne sono “mostri e salvatrici a loro piacimento”, plasmando la trama attraverso le loro rivalità e intuizioni. Restano, però, alcune strutture e storture sociali che stridono con questo concetto: il “dovere” di sposarsi e avere figlia perché è consuetudine farlo, oltre al fatto che – per questioni aziendali ed economiche – le donne siano spesso costrette a “portarsi dietro” un uomo di facciata.
Sentimenti, conflitti e dinamiche familiari
La saga si muove tra sentimenti contrastanti che rendono la famiglia Caskey un microcosmo complesso:
– Rivalità: la lotta per il potere tra Mary-Love ed Elinor domina la narrazione, influenzando generazioni di Caskey.
– Lealtà e fedeltà: i servitori e alcuni membri della famiglia mostrano devozione, sebbene il loro ruolo rimanga spesso marginale.
– Amore e astio: l’amore filiale è presente e intenso, alternato a odio e conflitto, mostrando la famiglia come un vero “incubo americano” per McDowell.
L’elemento horror si intreccia con queste dinamiche: le punizioni esemplari, le sparizioni misteriose e i fenomeni soprannaturali amplificano tensione e suspense, mantenendo il lettore costantemente immerso nelle vicende.
Ambientazione sensoriale: l’Alabama degli Anni ’20
L’ambientazione è un personaggio a sé stante. Perdido, con fiumi e paludi, viene descritta con ricchezza sensoriale. McDowell utilizza principalmente percezioni olfattive e tattili: l’odore dell’acqua marcia, della terra umida dopo un’alluvione e il fruscio delle acque diventano strumenti narrativi per immergere il lettore in un paesaggio gotico e minaccioso. Sebbene la città di Perdido esista realmente, i dettagli dei fiumi Blackwater e Perdido sono frutto dell’inventiva dell’autore, modellati per esigenze narrative.
Strategia editoriale e successo della saga
La scelta di pubblicare Blackwater in sei volumi brevi è stata determinante per il successo della saga. Ogni volume di circa 200 pagine, con uscite quindicinali, ha creato un’esperienza di lettura simile a un feuilleton o a una serie TV:
1. Accessibilità: volumi brevi e tascabili, facilmente leggibili anche da chi non affronta romanzi lunghi.
2. Suspense: finali aperti che stimolano curiosità e desiderio di leggere il volume successivo.
3. Estetica editoriale: copertine di Pedro Oyarbide in rilievo e riflettenti, impaginazione curata, prezzo contenuto.
Questa combinazione di fattori ha reso Blackwater un vero e proprio fenomeno editoriale, consolidando la riscoperta di McDowell come maestro del Southern Gothic.
Conclusione
“Blackwater” non è soltanto un romanzo horror: è una saga familiare intricata, che esplora potere, lealtà e conflitti generazionali attraverso una lente gotica e soprannaturale. La centralità delle donne, le atmosfere immersive e la struttura narrativa innovativa rendono questa saga un’esperienza unica, capace di affascinare lettori di ogni età e mantenere viva la tensione dall’inizio alla fine.
Laura
Bella recensione, mi hai messo curiosità, magari un giorno la recupererò 😁
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Bella recensione
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